Alitalia, oggi l’ultimo volo: cala il sipario dopo 75 anni, da domani c’è Ita

Alitalia, oggi l’ultimo volo: cala il sipario dopo 75 anni, da domani c’è Ita


Oggi Alitalia dà l’addio ai cieli: l’ultimo volo decollerà alle ore 22-05 dall’aeroporto di Cagliari per atterrare poco dopo le 23 a Roma Fiumicino, chiudendo il sipario sulla storia della compagnia aerea di bandiera.

In realtà, negli aeroporti sarà possibile continuare a vedere i velivoli con la livrea Alitalia, perché la nuova compagnia Ita dovrebbe decollare provvisoriamente con la livrea Alitalia in vista di una aggiudicazione definitiva del vecchio nome. Sì, perché negli anni la compagnia di bandiera è stata Lai, Cai, Sai rimanendo tuttavia Alitalia nei vari passaggi di proprietà, da pubblica a privata; mentre ora invece il marchio è in vendita, in nome della discontinuità richiesta dalla UE per ripartire.

La Newco si chiama quindi solo Italia Trasporto Aereo Spa, come definito dal decreto governativo firmato nei giorni scorsi dai quattro ministri dell’Economia, Trasporti, Sviluppo economico e Lavoro, e parte con un capitale sociale di 20 milioni di euro. Tuttavia il passaggio segna un netto cambiamento rispetto al passato, anche in termini di dimensioni, con una flotta small e parecchi dipendenti in meno.

UN PO’ DI STORIA


Quella di oggi è una giornata di commozione per i tanti dipendenti che si sono ritrovati a dare l’addio alla compagnia di bandiera, ma anche di amarezza per i molti che non sono stati riassorbiti da Ita per via delle sue dimensioni considerevolmente più ristrette.

D’altronde, la storia di Alitalia è legata a quella del Paese: fondata a Roma il 16 settembre 1946 con il nome di Alitalia-Aerolinee Italiane Internazionali, opera il primo volo il 5 maggio 1947 sulla rotta Torino-Roma-Catania, a cui segue pochi mesi dopo il primo volo internazionale da Roma a Oslo, mentre per il primo intercontinentale, da Milano a Buenos Aires, si dovrà attendere il 1948.

Di proprietà dell’Iri (Istituto per la ricostruzione industriale) e quindi statale fin dalla nascita, Alitalia viene fusa con l’altra compagnia aerea di bandiera italiana, Linee Aeree Italiane (LAI) e nel 1960 diventa sponsor ufficiale delle Olimpiadi di Roma, a cui segue l’anno successivo l’apertura dell’aeroporto di Roma Fiumicino dove la compagnia posiziona il suo hub principale.

Il nuovo logo, quello con la classica “A” tricolore, risale agli anni ’70, viene adottato in occasione della consegna del primo Boeing 747-100. Quel decennio e il successivo portano l’espansione della flotta e del network, con i Douglas DC-10, i McDonnell Douglas MD-80 e gli Airbus A300 e l’apertura di rotte verso l’estremo oriente, ma anche le prime tensioni legate al monopolio.


A metà degli anni ’90 la compagnia entra in crisi economica e stringe un accordo con KLM, che si conclude prematuramente. La storia di Alitalia si intreccia con quella che travolge il mondo l’11 settembre 2001 e cambia radicalmente il trasporto aereo, ma il declino prosegue inarrestabile fino al 2007 per cui si cercano nuove soluzioni con la privatizzazione.

Sfumata la trattativa con Air France parte l’operazione Fenice, una cordata che aggrega Air One e una ventina di imprenditori italiani con la regia di Intesa San Paolo per salvare la compagnia con un investimento da 1,1 miliardi di euro. Qui si chiude la storia di Lai, con un netto taglio di dipendenti, e inizia quella di Alitalia Cai, che però ha vita breve anche a causa della concorrenza sempre più agguerrita delle compagnie low cost.

I conti sono in rosso e si rende necessaria una nuova iniezione di capitale: stavolta a investire è Etihad, compagnia più piccola rispetto a Emirates e a Qatar Airways, che però è cresciuta molto grazie a massicci investimenti in flotta; nel 2014 si firma l’accordo e Alitalia diventa Sai (Società Aerea Italiana), facendo decollare il primo aereo il 1 gennaio 2015.

I conti però continuano a precipitare e così nel 2017 la società viene messa in amministrazione straordinaria, e la situazione precipita definitivamente con la pandemia del 2020. Con il decreto Cura Italia viene costituita una nuova compagnia sotto l’ala pubblica, Ita, che per partire necessita del via libera di Bruxelles, da cui però si chiede discontinuità: e così accade, a partire dal marchio che viene dismesso.

COSA SUCCEDE ORA


Il debutto di Ita avverrà domani in streaming, a poche ore dal decollo del primo volo della mattina sulla rotta Roma-Milano: la nuova compagnia partirà con 52 aerei e 2.800 dipendenti, per ora solo con il ramo “aviation”; i rami di manutenzione e dell’handling di Alitalia saranno messi a gara in tempi successivi dall’amministrazione straordinaria.

Ita sarà integrata all’interno di grandi gruppi come Skyteam o Star Alliance – si saprà probabilmente entro il primo trimestre del 2022 – ma, come ha voluto sottolineare il presidente della compagnia Alfredo Altavilla, lo farà in condizioni di pari dignità, a differenza di quanto accaduto in passato con Alitalia, “trattata come il parente povero dell’alleanza”.

La flotta sarà di dimensioni contenute: dei 52 aerei 7 saranno wide body e 45 narrow body, ma nel 2022 si prevede la crescita fino a 78 aeromobili, di cui 13 del primo tipo e 65 del secondo, con l’ingresso di velivoli di nuova generazione che sostituiranno progressivamente i vecchi. Nel 2025 si prevede che la flotta avrà 105 aerei di cui 81 di nuova generazione, a ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare i costi.


Anche il numero di dipendenti è destinato a crescere, fina a raggiungere quota 5.550/5.700 persone a fine piano, nel 2025, a cui si aggiungeranno eventualmente ulteriori 2.650/2.700 dipendenti per le attività di Ground Handling e 1.100-1.250 dipendenti per le attività di manutenzione qualora Ita dovesse aggiudicarsi le gare bandite per questi ambiti.

Per quanto riguarda le rotte, l’avvio delle operazioni sarà guidato dalla loro profittabilità, a cui si aggiungerà un numero selezionato di rotte “investimento” che, anche se non immediatamente redditizie, serviranno ad assicurare una presenza sostenibile sui mercati di interesse per il Paese. Quindi, Ita focalizzerà la propria attività sull’hub di Fiumicino e sull’aeroporto di Milano Linate, dove si posizionerà come compagnia aerea di riferimento per il traffico business e leisure.

All’avvio dell’attività saranno servite 45 destinazioni con 61 rotte, che diventeranno rispettivamente 74 mete e 89 rotte nel 2025. Per ora si parla di New York da Roma e Milano, Tokyo Haneda, Boston e Miami tutte e tre da Roma; ma nel 2022 saranno avviati nuovi voli su San Paolo, Buenos Aires, Washington e Los Angeles. Le rotte europee saranno coperte con partenze da Fiumicino e Linate, mentre quelle internazionali di medio raggio come Atene, Tel Aviv e Cairo partiranno solo da Roma. A livello domestico sarà garantita copertura dei 21 aeroporti del Paese.



Via: HDBlog

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