Amazon Sidewalk al via negli USA: ma la rete condivisa è davvero sicura?

Amazon Sidewalk al via negli USA: ma la rete condivisa è davvero sicura?


Amazon Sidewalk: qualcuno se lo ricorda? Annunciato a settembre 2019 assieme a tanti altri prodotti della serie Echo, è forse passato un po’ in sordina. Eppure è destinato ad avere un certo peso nei sistemi di connessione WiFi, anche se il suo successo commerciale dipenderà molto da come sarà accolto in questa prima fase di lancio.

Di cosa si tratta? É una rete wireless condivisa che utilizza la banda a 900MHz per connettere dispositivi di diversa tipologia – purché appartenenti all’ecosistema Amazon, dunque speaker Echo, prodotti a marchio Ring e tracker Tile, per fare un esempio – posizionati al di fuori della propria abitazione, ovvero laddove il segnale WiFi domestico non arriva.

Sidewalk crea così una rete a bassa larghezza di banda sfruttando i dispositivi Sidewalk Bridge (prodotti Echo e Ring) per condividere una piccola porzione della banda internet di casa e raggrupparla con tutte le altre piccole porzioni fornite dal vicinato, andando così a creare una rete vera e propria. In pratica, finché il proprio dispositivo è sotto la rete di casa si attaccherà a questa in automatico. Quando il segnale scomparirà (perché ad esempio si è in giardino) allora verrà attivata la connessione alla rete condivisa Sidewalk.

E proprio di Sidewalk si torna a parlare in questi giorni, perché il servizio è stato appena lanciato negli USA dividendo l’opinione pubblica in merito alla privacy ed alla sicurezza degli utenti. Ma è davvero sicuro? I dati dove vanno a finire?

SI

Amazon garantisce il massimo della sicurezza attraverso l’utilizzo di una chiave di sessione unica e tre diversi livelli di protezione della crittografia. Come spiega l’azienda stessa, “questo approccio alla crittografia significa che Amazon non sarà in grado di interpretare il contenuto di comandi o messaggi inviati attraverso Sidewalk da servizi o endpoint di terze parti“. Sidewalk funziona solo e unicamente con i prodotti Amazon, e il fatto che sia un sistema “chiuso” lo rende sicuro.

Chi è favorevole al servizio dice anche che la mole di dati scambiata è talmente piccola da poter quasi essere considerata irrisoria: si parla di 500MB di larghezza di banda al mese. Ciò consentirà agli utenti di non subire una riduzione della velocità di connessione all’interno della casa.

Il Vice Presidente di Future of Privacy Forum (ONG americana) John Verdi ritiene in sintesi che non c’è motivo di pensare che il sistema possa essere manipolato da terze parti: “Niente è a rischio zero […] ma quando guardi le misure di sicurezza adottate, vedi che sono garanzie tecniche serie, non banali“.

NO

La descrizione di Amazon è completa, sì, ma è scritta in un “linguaggio troppo sofisticato” che impedisce all’utente di comprendere appieno il funzionamento del sistema. Bene creare un quartiere smart connesso, ma bisogna anche valutarne il prezzo in termini di sicurezza. Ad esempio: è stata testata la rete prima di essere commercializzata? No. E questo, ai contrari di Sidewalk, è un punto che pesa fortemente sul giudizio finale.

Il timore è che Amazon voglia raccogliere il maggior numero di dati sin da subito. “Le persone sono cavie“, dice Sumit Bhatia della Ryerson University di Toronto. In pratica, Amazon pur non essendo un internet provider in questo modo riesce ad avere accesso a dati personali altrimenti irraggiungibili. E gli scettici temono anche che il sistema possa essere facilmente bucato.



Via: HDBlog

ilportaledelnerd

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