Apple, basta app fraudolente: altro giro di vite con le nuove linee guida

Apple, basta app fraudolente: altro giro di vite con le nuove linee guida


Apple ha annunciato alla WWDC 2021 molteplici novità rivolte direttamente agli utenti finali, ma ha colto l’occasione anche per aggiornare le linee guida che gli sviluppatori devono rispettare se vogliono inserire le proprie applicazioni in App Store. Tra i cambiamenti più significativi figurano quelli riconducibili al Codice di condotta (Sezione 5.6, 5.6.1-5.6.4) che si traducono in una nuova stretta nei confronti di chi ha intenzione di inserire nello store app fraudolente. Il fenomeno non accenna a rallentare e lo scorso anno ha determinato il blocco di centinaia di migliaia di app.







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DUE NUOVI AVVISI NEL CODICE DI CONDOTTA

La sezione è stata ulteriormente ampliata sino a mettere nero su bianco il principio che, a fronte di ripetute violazioni delle regole che impediscono di pubblicare in App Store app fraudolente, lo sviluppatore rischia la chiusura dell’account. È una sanzione che Apple ha già applicato di fatto, ma ora diventa parte integrante delle linee guida – gli sviluppatori quindi non potranno più dire di non sapere o sorprendersi per l’arrivo di una pesante sanzione.

Più nello specifico, la sezione ora contiene due espliciti avvisi. Uno afferma che ripetuti comportamenti manipolativi o fuorvianti porteranno alla rimozione dall’Apple Developer Program. L’altro dà la possibilità allo sviluppatore di ripristinare l’account chiuso a causa del suo coinvolgimento in attività o azioni che non sono in linea con il Codice di condotta; Apple chiede allo sviluppatore di fornire una dichiarazione scritta che chiarisce quali misure verranno adottate per allinearsi ai principi del Codice di condotta, se Apple l’approva allora l’account può essere ripristinato.

STOP A INFORMAZIONI FUORVIANTI E AD APP DI SCARSA QUALITÀ

A queste novità principali si sommano altre comunque legate alla rinnovata volontà di Apple di tutelare maggiormente gli utenti finali nei confronti delle app malevole. Più nel dettaglio sono state inserite tre nuovi sezioni nel codice di condotta (5.6.2-5.6.3-5.6.4) relative a:

  • Identità dello sviluppatore: si chiede di fornire informazioni sull’identità verificabili da parte di Apple e degli utenti finali. I dati devono essere veritieri, pertinenti e aggiornati in modo tale che sia possibile avere una rappresentazione accurata dello sviluppatore, della sua attività e delle sue app;
  • Divieto di manipolazione di elementi che possono indurre in errore: es. grafici, recensioni e raccomandazioni dell’app inseriti in App Store;
  • Qualità dell’app: Apple sottolinea che l’incapacità di mantenere elevata la qualità dell’app può essere presa in considerazione come elemento indicativo del mancato rispetto delle linee Guida. Sono elementi che suggeriscono che l’app non rispetta gli standard di qualità attesi, fattori come l’eccessivo numero di segnalazioni di problemi legati all’app, di recensioni negative o ancora di richieste di rimborso.

ATTIVITÀ DI MARKETING FRAUDOLENTE E ALTRI CONTENUTI VIETATI

Apple ha preso in considerazione anche le attività di marketing che promuovono l’app in maniera ingannevole, presentandola in modo fuorviante (es. pubblicizzando contenuti e servizi che in realtà non offre) oppure ad un prezzo falso. Ora Apple aggiunge (sezione 2.3.1 delle linee guida) che queste circostanze sono sufficienti per determinare la rimozione dell’app e la chiusura dell’account sviluppatore.

E ancora tra le nuove regole che puntano più in generale a limitare la diffusione di app e contenuti dannosi:

  • le app per segnalare attività criminali devono necessariamente coinvolgere le forze dell’ordine locali e possono essere offerte solo nei Paesi in cui ciò è possibile – tradotto: sono vietate le app che incitano a forme di giustizia privata (sezione 1.7);
  • sono vietate le cosiddette app “hooks” (collegamento/gancio) che contengono materiale pornografico o che possono essere usate per facilitare la prostituzione (sezione 1.1.4);
  • le app che facilitano la vendita legale di cannabis devono essere geolimitate alla corrispondente giurisdizione legale.

La rinnovata attenzione nei confronti delle app fraudolente e dei contenuti malevoli diffusi in App Store non dovrebbe sorprendere e forse non è un caso che la nuova stretta arrivi proprio quando un recente report del Washington Post spiega che il 2% delle app più redditizie dell’app store sono truffe.



Via: HDBlog

ilportaledelnerd

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