Dacia Spring: recensione, confronto consumi reali e test autonomia | Video

Dacia Spring: recensione, confronto consumi reali e test autonomia | Video


Dacia Spring è l’auto elettrica economica per eccellenza, un termine che va preso con le pinze visto che esistono da una parte i quadricicli elettrici, parzialmente utilizzabili per le stesse funzioni di “city car” pur con le limitazioni del caso, dall’altro i cinesi stanno arrivando anche in Italia.

Oggi, comunque, Spring resta la scelta obbligata per chi vuole passare all’elettrico ma può essere anche un’alternativa all’auto a benzina se inserita nel contesto di un uso cittadino ed extra-urbano, il classico pendolare che non affronta troppa tangenziale/autostrada. Vediamo perché e come si comporta alla guida.

PROVA SU STRADA


Poco più di 20.000€ per il modello d’ingresso di un mezzo che deve assolutamente contenere i costi visto il sovrapprezzo del pacco batterie. L’incipit serve per capire ed inquadrare Spring, un’auto dalla doppia faccia che si presenta con una guida rialzata (ma non alta in termini assoluti, più da crossover per intenderci), uno sterzo morbido e facilissimo e i comfort necessari per l’ambiente urbano.

Le dimensioni – è stretta fuori ma accettabile per quattro in termini di larghezza interna – la rendono davvero pratica perché si parcheggia facilmente, permette di sfruttare sensori posteriori e retrocamera (se presente) e nel traffico cittadino si destreggia che è un piacere. Inoltre la potenza è quella giusta anche per la tangenziale, si sorpassa in sicurezza vista una coppia sempre disponibile: istantanea sì ma non alta in valore assoluto. Paragonabile, però, alle utilitarie con i benzina più economici.

Morbidissimo il setup, caratteristica che si rivela un’arma a doppio taglio. Finché buche e dossi non sono estremi, tutto va bene: Spring affronta senza colpi sulla schiena le asperità di media intensità, non subisce mai il suo peso ed è molto morbida, soffrendo però nelle situazioni limite dove l’escursione non basta e la taratura poco sostenuta porta in battuta l’ammortizzatore. Lì il colpo è secco.

A conti fatti, però, nella guida cittadina basta accettare un rollio presente anche quando si affronta una rotonda e il gioco è fatto perché Spring è pratica, facile, economica da mantenere (vedremo i consumi nel capitolo dedicato) e solida nel telaio. Digerisce bene anche le strade bianche senza scomporsi: d’altronde è un’auto nata per strade ben peggiori delle nostre.


L’altro lato della medaglia riguarda però limiti evidenti al volante, talvolta in grado di trasformarsi in difetti. Il primo è quello della posizione di guida: fissa. Si regola solo il sedile, e potete farlo solo in avanti/indietro e nello schienale. Complice l’assenza di regolazioni per il volante, i casi sono due. Siete perfetti per la posizione “standard”? Ottimo, viaggerete comodi.

Siete leggermente più alti? Dopo un’ora di guida inizierete a soffrire una posizione che carica troppo la gamba destra: è il mio caso e io sono alto (solo) 1,76 m: andare indietro con il sedile non risolverebbe visto che le braccia sarebbero troppo lontane dal volante. Nei piccoli tragitti di qualche decina di minuti non è un problema, ma già passare un’ora e mezza al volante porta ad un intorpidimento della gamba.

Vanno poi segnalate le conseguenze di una piattaforma “vecchia scuola” e di ruotine con pneumatici 165/70 con un’impronta a terra ridotta rispetto a quella a cui – solitamente – siamo abituati. Partendo dalla gommatura, il limite evidente è quello nella tenuta, specie sul bagnato. Qui l’ABS diventa iper-apprensivo, si attiva con un anticipo a cui è difficile essere abituati con le auto moderne e all’inizio può anche spaventare.

In generale, tutti i controlli elettronici sono incisivi e anticipati, Dacia ha privilegiato la sicurezza e questo vi consente di buttarvi in curva con il “gas” aperto sapendo che lei taglierà subito e in maniera importante la potenza alle ruote, limitando il sottosterzo. Il pedale ha poi una mappatura intelligente, smorzata negli istanti immediatamente successivi alla partenza per evitare slittamenti e “cattiva”.

CONSUMI REALI E AUTONOMIA

Campionessa nei consumi, con un asterisco. Dacia Spring vince rispetto a molte concorrenti per l’efficienza, intesa però come rapporto tra peso e consumi vista la presenza di una batteria compatta. Non è il rapporto perfetto in generale, il Brianza Ring ha dimostrato come Kona Electric riesca ad essere migliore se chiamiamo in causa l’autostrada, ma è il rapporto perfetto per la città.

Il dato registrato nel nostro circuito di test in condizioni reali (autostrada, tangenziale, extra-urbano, città, salite e discese) si abbassa notevolmente quando portiamo Spring nel suo ambiente, quello urbano. Già sottoponendola ad ulteriori e soli 30 km da Monza a Milano, la media si era abbassata a 13,8 kWh / 100 km.

In pianura e nelle condizioni ideali, poi, i 70 km/h costanti si percorrono con circa 6 kW di potenza e i 90 km/h costanti richiedono 10/11 kW, cifre irrisorie che si traducono con un’autonomia reale tra città ed extra-urbano che può raggiungere senza sforzi i 200/250 km. Di più se siete un minimo attenti al traffico. Occhio alla rigenerazione: motore poco potente, rigenerazione scarsa. Nella realtà il picco è di neanche 10 kW ed è istantaneo, la media è ben più bassa: Spring è un’auto che preferisce scorrere per inerzia e che elimina completamente dall’equazione la guida ad un pedale. Non è un difetto perché i consumi (tra 10 e 11 kWh/100 km in città) danno ragione a Dacia… nel contesto in cui quest’auto si inserisce.

RICARICA


L’altro aspetto da valutare è la ricarica, aspetto che però va – ancora una volta – contestualizzato. Dacia Spring è l’elettrica per la città, chi l’acquista per i lunghi e frequenti viaggi si illude. Un caricatore monofase da 6,6 kW potrebbe sembrare poco rispetto alla media degli 11 kW trifase presenti sulle odierne elettriche ma la batteria di Spring è piccola a fronte di un’ottima efficienza cittadina.

Il “pieno”, la ricarica completa di Dacia Spring, costa meno di 5€ da casa. Ai consumi rilevati dalla prova servono 28€ per 1 mese di casa-lavoro (60 km/giorno con tangenziale).

Per questo bastano 8-14 ore per la ricarica da casa a seconda che abbiate o meno una wallbox (basta anche da 3,7 kW). Chi non può ricaricare nel garage, dovrà solamente trovare 5/6 ore alla settimana per rabbocchi alle colonnine: al supermercato o in quelle pubbliche, se disponibili nella zona. Per questo motivo, l’optional da 600€ per la ricarica in DC è sconsigliata: non solo “ruberebbe” una presa a chi ha oggettive necessità di ricarica rapida, ma è anche limitata a 30 kW. Fa a pugni con l’utilizzo di quest’auto e con il buon senso.

ABITACOLO E BAGAGLIAIO


Finiture al risparmio, pochissimi tocchi di colore ma una buona qualità nell’assemblaggio. In breve, è questa la proposta di Spring per limitare i costi. Davanti si sta comodi in larghezza, con il problema delle regolazioni assenti per il conducente.

Dietro lo spazio è risicato, quattro adulti possono sopportare i piccoli spostamenti urbani perché le ginocchia toccano al pelo con un sedile anteriore impostato su un’altezza di 1,76. Buono il bagagliaio: grezzo, poco rifinito e con una cappelliera molto cheap, ma nasconde il doppio fondo per la ruota di scorta e mette a disposizione 290 litri, non male per queste dimensioni.


Le comodità base ci sono: il climatizzatore è a regolazione manuale ma è efficace e pratico anche nel disappannamento, senza cedere il fianco se non per l’impossibilità di impostare un “numero” corrispondente alla temperatura. La presa USB sulla cornice dell’infotainment si affianca alla 12V nella parte bassa e alimenta/collega lo smartphone per Apple CarPlay e Android Auto (con cavo). Il sistema di infotainment è semplicissimo, la navigazione di serie va usata solo come backup in caso di assenza di connessione ma, con Android Auto e CarPlay, la fluidità è ottima, meglio di concorrenti più costosi. E lo schermo è opaco per limitare i riflessi.

La pecca principale è l’assenza della frenata automatica d’emergenza che sarebbe l’unico ADAS fondamentale per un’auto cittadina.

PREZZI E CONCLUSIONI


Valutare Dacia Spring è difficile perché, oggi, non ce ne sono come lei. Il prezzo di listino è basso in termini relativi, ma sarebbe apprezzabile una limatina per rimettere tutto in prospettiva in un contesto senza incentivi: così facendo riuscirebbe a competere con auto cittadine termiche: una Panda City Life similmente accessoriata costa 18.650€ (poco più di 16.000€ in promozione) ma non ha retrocamera, navigatore e chiamata d’emergenza che sono presenti su Spring Comfort da 21.600€.

Il discorso cambia chiamando in causa gli incentivi. In quel caso diventa un best buy se proviamo a prezzarla con i vecchi (e terminati) incentivi statali: meno di 10.000€ in caso di rottamazione e solamente 11.160€ per la versione top di gamma.


Chiaro, quindi, che il prezzo finale determinerà la scelta nel confronto con un’utilitaria a benzina. Diverso è il discorso se cercate un’elettrica per qualsiasi motivo (accessi aree limitate, risparmio su costi di esercizio e manutenzione, tematica ambientale e via dicendo): in quel caso, se risponde alle vostre esigenze, è quella giusta, accettando i vari compromessi di cui sopra.

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Via: HDBlog

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