Dazn rifiuta l’offerta di Sky di 500 milioni di euro, ma non è finita qui

Dazn rifiuta l’offerta di Sky di 500 milioni di euro, ma non è finita qui


Dazn ha detto no all’offerta di 500 milioni di euro di Sky per le 7 partite settimanali della Serie A. Si chiude così con un nulla di fatto quella che apparentemente era sembrato un colpo di testa. Sky aveva ipotizzato per le partite che le mancano la possibilità che Dazn potesse concedere la sua app su Sky Q e che proseguisse la loro trasmissione anche sul canale satellitare 209.

Oggi Il Giornale e Il Sole 24 Ore riportano che il tentativo sarebbe stato considerato tardivo e che fra le parti probabilmente non corre buon sangue anche a causa del ricorso di Sky al Tribunale di Milano. Già, perché dopo l’assegnazione dei diritti a Dazn, Sky il 22 aprile ha denunciato una presunta violazione della legge Melandri. La mediazione della Lega Serie A e poi l’assegnazione di tre partite hanno calmato gli spiriti e convinto Sky a fare un passo indietro.

In sintesi oggi Sky ha nella sua faretra legale una freccia in più che potrebbe consentirle di fare centro con l’Antitrust: l’unico decoder ad accogliere l’app di Dazn, e quindi tutte le partite della Serie A, sarà quello di TIMVision; Sky Q e Vodafone TV sembrano davvero fuori dai giochi. Poi qualcuno dovrà spiegarci se non siano sufficienti le Smart TV, Chromecast, Fire TV, dispositivi Android e iOS, console..

C’è però ancora un’opzione al bromuro che riguarda la clientela business. Proprio in questi giorni Dazn dovrà decidere se affidarsi a TIM o Sky per i locali pubblici (bar, hotel, ristoranti, etc.). Si parla di circa 60mila utenze fino ad ora gestite tramite Sky. Con TIM bisognerebbe partire da zero e giocare la carta digitale terrestre in caso di criticità tecniche legate allo streaming.

Infine il primo luglio scadranno i termini per le offerte legate ai diritti della Coppa Italia. Fra le candidate non solo Rai e Mediaset, ma anche Sky.

Il caso Dazn è un buon esempio di ridotta lucidità collettiva, alimentata dai media. Da una parte sappiamo che l’infrastruttura Internet nazionale non è adeguata in molte zone del territorio italiano, dall’altra Dazn dovrà dimostrare di aver effettuato corretti investimenti per fornire i servizi che ha promesso per la nuova stagione.

La partnership con TIM è senza dubbio strategica poiché è l’operatore più capillare sul territorio e dotato anche delle apparecchiature per supportare lo streaming di fornitori terzi. Il problema però è che Sky grazie al satellite ha consolidato nel tempo la sua leadership nel settore. Difficilmente qualcuno avrebbe da eccepire sulla qualità del suo servizio. Questo però ha prodotto di una sorta di dominanza nel mercato sottolineata sia dall’Antitrust italiana che europea. Le evidenze sono in relazione all’acquisizione del ramo d’azienda R2 (Mediaset Premium), condizionata da alcuni paletti, e il divieto di stipulare nuovi contratti di esclusiva per l’online fino al 2022.

In questo modo, l’Autorità ritiene che la concorrenza potenziale delle offerte televisive a pagamento via Internet possa garantire, in futuro, un’adeguata pressione concorrenziale, che permetta una riduzione dei prezzi per i consumatori e un incremento dei contenuti audiovisivi a disposizione degli stessi“, scriveva l’AGCM il 22 maggio 2019.

E cosa è successo nel frattempo? Dazn ha vinto il bando chiave per la Serie A, si è accordata con TIM per il web e con Cairo per due canali sul digitale terrestre. Ma i media hanno immediatamente messo nel mirino questa piccola rivoluzione. Cioè, invece di accogliere positivamente la rinnovata concorrenza e soprattutto la migrazione online dello sport, hanno iniziato a difendere i servizi via etere. Nessuno mette in dubbio la difficoltà della sfida tecnica di Dazn, ma quel che conta è che la strada sia stata aperta. Persino Sky Wi-Fi è la dimostrazione lapalissiana del futuro che ci attende. A breve sarà diffuso il Digital Economy and Society Index europeo e vi posso anticipare che la copertura FTTH sarà dichiarata oltre il 33% dello scorso anno. Qualcosa inizia a muoversi. Sarà giusto essere severi con Dazn, ma lo streaming è (e sarà) sempre di più la via maestra.



Via: HDBlog

ilportaledelnerd

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