Facebook chiude gli “spifferi”: nuove misure per bloccare fughe di notizie

Facebook chiude gli “spifferi”: nuove misure per bloccare fughe di notizie


Tempi duri per Zuckerberg che deve affrontare un’altra spinosa vicenda dopo le rivelazioni di Frances Haugen, ex dipendente del colosso dei social network, ex membro del civic integrity team di Facebook, nonché whistleblower che ha fatto trapelare in rete documenti interni dai cui è originata la scottante inchiesta del Wall Street Journal. Per evitare insidiosi spifferi a Facebook non resta che sigillare le porte di accesso alle informazioni più delicate. Così l’azienda decide di rendere privati alcuni gruppi nelle sue bacheche interne di Workplace che riguardano i temi come la sicurezza della piattaforma e la protezione delle elezioni.

La mossa è chiaramente motivata dalla necessità di prevenire (altre) fughe di notizie, e non è chiaro quanti gruppi saranno resi privati e quanto estesi siano i provvedimenti. Non si può però fare a meno di rilevare un certo tempismo nello stringere ancora di più le maglie, dopo la recente diffusione di informazioni interne indesiderate. Un portavoce di Facebook assicura comunque che la misura era pianificata da mesi, ed aggiunge:

I leak diminuiscono l’efficacia, l’efficienza e il morale dei team che lavorano ogni giorno per affrontare le sfide derivanti dalla gestione di una piattaforma per miliardi di persone. Possono anche mettere a rischio i dipendenti che lavorano su temi sensibili e portare a travisare o a fraintendere argomenti complessi.

Insomma, certe cose è bene tenerle lontane da occhi indiscreti, soprattutto se diffuse in maniera decontestualizzata. Naturalmente, scoperchiata la pentola su certe dinamiche interne, ci vorrà tempo per far rientrare il caso. Frances Haugen testimonierà il 25 ottobre di fronte al Parlamento britannico, e poi di fronte al Comitato per il controllo. La vicenda è tutt’altro che conclusa e forse la mossa per tutelarsi da pericolose fughe di notizie è arrivata troppo tardi. Intanto Zuckerberg ha difeso a spada tratta l’operato di Facebook di fronte all’accusa di anteporre il profitto all’esigenza di tutelare gli utenti con pratiche discutibili.



Via: HDBlog

ilportaledelnerd

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