Houston, abbiamo un problema con la polvere lunare!

Houston, abbiamo un problema con la polvere lunare!


La polvere è un problema sulla Terra, su Marte e anche sulla Luna a quanto pare! Sappiamo molto bene che non va daccordo con l’elettronica e nemmeno con i nostri polmoni, ma se nelle nostre case un po’ di pulizia e l’uso intenso dell’aspirapolvere permette di gestirla senza troppi problemi, nello spazio la questione si fa più complessa.

Su Marte ha causato la fine del rover Opportunity e più di recente ha messo in crisi anche il sistema di ricarica delle batterie del lander Insight, spingendo la NASA ha testare una soluzione molto particolare per ridare vita ai pannelli solari.

E ora che stiamo per preparaci a ritornare sulla Luna? La polvere è ancora una volta un problema che la NASA conosce bene, ma sul nostro satellite naturale si tratta di un nemico ancora più insidioso che dovrà essere sconfitto in qualche modo.


La polvere lunare è molto diversa da quella terrestre e marziana, poiché è un nemico molto più subdolo. Il motivo? Sulla Terra, la sabbia e la polvere vengono levigate dall’erosione ad opera dell’acqua e del vento, che in modo lento ma costante modellano le superfici, anche se microscopiche, rendendole tondeggianti e meno problematiche.

Nonostante la regolite lunare sia in apparenza simile alla sabbia fina, in realtà è frutto di un processo di frantumazione e non di erosione, poiché quest’ultima dinamica sulla Luna non esiste. Come prima conseguenza risulta particolarmente abrasiva e tagliente. Se vogliamo trovare un paragone, è molto simile a tanti piccoli pezzi di vetro a bordo vivo i cui granelli arrivano anche a dimensioni inferiori ai 20 micron.

Ma non finisce qui, perchè un’altra grande differenza con la polvere terrestre è che quella lunare non è compattata allo stesso modo. La gravità inferiore è complice di questo, e come effetto collaterale qualunque attività o movimento leggero sulla superficie lunare può sollevare quantitativi ingenti di polvere.

E come se non bastasse, bisogna anche considerare che il lato della Luna esposto al Sole riceve così tante radiazioni solari da caricare positivamente le particelle, le quali come conseguenza si attaccano alle superfici con maggiore facilità (avete presente l’elettricità statica sulla Terra?).

LA NASA CERCA SOLUZIONI ALLA POLVERE LUNARE

Considerando che l’obiettivo è arrivare ad una presenza sostenibile dell’uomo sulla Luna, c’è bisogno di un nuovo approccio alla mitigazione della polvere. La NASA ha già cominciato a pensarci nel 2019, quando ha istituito a Lunar Surface Innovation Initiative (LSII) per coordinare i team tra agenzie e stimolare la creazione di nuove tecnologie necessarie per l’esplorazione della superficie lunare.

Quello della polvere è uno dei focus primari dell’LSII, che sta attualmente vagliando diverse soluzioni sia attive che passive per evitare danni alle tecnologie di futuro utilizzo. L’obiettivo è proteggere le tute spaziali, i rover, ma anche i sistemi di alimentazione e qualunque hardware di superficie esposto alla polvere.

Al pari di altre iniziative, la NASA non ha intenzione di muoversi in autonomia e sta ricercando l’aiuto di aziende private, personalità del mondo accademico e altre realtà che possano contribuire alla creazione di soluzioni. Non sono stati forniti dettagli precisi, tuttavia le tecnologie di mitigazione della polvere attualmente in fase di sviluppo saranno testate sulla superficie lunare a partire dal 2023. A quel punto si valuteranno le soluzioni più interessanti, le quali troveranno applicazione nelle missioni Artemis dal 2024 in poi.



Via: HDBlog

ilportaledelnerd

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