Italia sul podio dei malware: è la terza nazione al mondo per diffusione

Italia sul podio dei malware: è la terza nazione al mondo per diffusione


L’Italia conquista un altro triste primato: l’italico stivale è sul podio della classifica dei Paesi più colpiti al mondo dal fenomeno dei malware. Peggio di noi fanno solo Stati Uniti (al primo posto) e Giappone (al secondo). Lo rivela un recente rapporto di Trend Micro Research, a conferma di un trend che purtroppo peggiora di mese in mese: a gennaio scorso l’Italia era in quinta posizione, a febbraio e marzo al quarto posto. Il mese scorso sono stati ben 4.908.522 i malware che hanno colpito il nostro Paese, contro i 31.056.221degli Stati Uniti e i 30.363.541 del Giappone. Dietro l’Italia si trovano l’India (4.411.584) e l’Australia (4.387.315).

I malware più diffusi in generale e in ambito aziendale sono riconducibili alla famiglia dei DOWNAD (nota anche come Conficker): è una minaccia diffusa da molti anni e riconducibile alla circostanza che molte aziende di piccole e medie dimensioni continuano ad usare un sistema operativo Windows obsoleto; questi malware possono infettare l’intera rete aziendale, attraverso URL, email e supporti rimovibili con contenuti malevoli sfruttando le vulnerabilità della piattaforma. Sorprende il fatto che i malware DOWNAD fossero minaccia per aziende piccole e grandi già nel 2014 e negli anni successivi e che lo siano tuttora nel nostro Paese.


Gli utenti consumer invece devono fare i conti con i COINMINER, la famiglia di malware che si nasconde nel sistema, impossessandosi delle risorse, per produrre criptovalute. Gli osservatori più critici nei confronti delle criptomonete evidenziano come queste abbiano dato una forte spinta ai reati informatici: non solo mediante la diffusione dei malware, ma anche perché, sempre più spesso, vengono utilizzati come strumenti di pagamento sicuri per mettere a segno attacchi ransomware – il riscatto che la vittima deve pagare per rientrare in possesso dei dati criptati viene chiesto proprio in criptovaluta.

Aziende come Trend Micro fanno la loro parte per contrastare il fenomeno che però continua ad avere proporzioni decisamente importanti: secondo i dati ricavati dalla Smart Protection Network – la rete di ”intelligence” di Trend Micro che individua e blocca i malware – ogni anno vengono bloccati mediamente 65 miliardi di minacce informatiche (in tutto il mondo); 7,3 miliardi solo ad aprile di cui l’80% diffusi via e-mail. Il timore che il sommerso sia molto più ampio è consistente. Se le aziende tecnologiche mettono a disposizione gli strumenti, dall’altra parte istituzioni pubbliche e utenti finali devono fare la loro parte: le prime accelerando sul fronte della trasformazione digitale – è uno dei pilastri del PNRR, ma le auspicate riforme si riusciranno veramente a fare? – i secondi migliorando la propria cultura informatica di base e imparando come difendersi dalle minacce più comuni.



Via: HDBlog

ilportaledelnerd

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *