La NASA vuole studiare Venere, due missioni in partenza entro il 2030

La NASA vuole studiare Venere, due missioni in partenza entro il 2030


Il pianeta Venere sarà oggetto nei prossimi anni di due nuove missioni di studio, lo conferma la NASA che proprio di recente ha completato un processo di selezione nell’ambito del programma Discovery. Tra i quattro progetti finalisti ne sono stati selezionati due, che riceveranno l’ambito finanziamento di 500 milioni di dollari per dare il via agli sviluppi.

Sebbene Venere oggi presenti uno tra gli ambienti più ostili alla vita, dimensionalmente parlando non si discosta molto dalla Terra e non si esclude che un tempo le condizioni sulla superficie possano essere state simili a quelle del nostro pianeta natale.







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01 Mar


Peccato che ora l’Inferno dantesco potrebbe essere un luogo di villeggiatura a confronto, poiché le temperature superficiali sono così alte da sciogliere il piombo, i vulcani dominano come mai abbiamo osservato in nessun altro pianeta e, se ciò non bastasse, la pressione atmosferica è talmente alta che nessuna sonda inviata sulla sua superficie (ci hanno provato i Russi con le missioni Venera) è mai durata oltre le due ore, cedendo alle condizioni venusiane.

Eppure a settembre dello scorso anno una ricerca ha fatto sobbalzare dalla sedia molti scienziati. Nell’atmosfera di Venere è stata identificata la firma spettrale una sostanza chiamata fosfina, ossia uno dei migliori indicatori di vita che abbiamo a disposizione. Molti dubbi attorniano ancora questa ricerca e l’enigma non è stato ancora risolto.

Ma sono proprio le prossime missioni NASA quelle che potrebbero fornire una risposta definitiva. Queste sono state selezionate in base al valore scientifico e alla loro fattibilità, si chiamano DAVINCI+ e VERITAS.

DAVINCI+

L’obiettivo principale di questa missione è misurare la composizione atmosferica per capirne l’evoluzione. Ma la NASA punta anche a sapere se un tempo gli oceani avessero ricoperto la superficie di questo pianeta. Gli inventori di questo progetto hanno pensato di realizzare una sfera dotata di sensori e telecamere, che sarà lanciata attraverso la densa atmosfera venusiana.

Mentre la attraverserà effettuerà una serie di rilevazioni e successivamente scatterà anche delle foto ad alta risoluzione per fare luce sulle particolari caratteristiche geologiche di Venere. In effetti sappiamo molto poco delle Tessere superficiali, ossia quelli che potrebbero essere considerati come la controparte dei continenti terrestri, il cui studio potrebbe confermare anche qui la presenza di una tettonica a placche.

Sarà la prima missione verso Venere che gli Stati Uniti potrebbero portare a compimento sin dal 1978, ma non sarà l’unica come vedremo a breve. Il progetto sarà interamente gestito dal Goddard Space Flight Center, nel Maryland.

VERITAS

Anche VERITAS si pone l’obiettivo di determinare la storia geologica del pianeta e capire come mai la sua evoluzione sia stata così diversa da quella terrestre. Per farlo cercherà di mappare la sua superficie senza tentare la discesa ma inserendosi in orbita, utilizzando un radar ad apertura sintetica creato ad hoc per effettuare una serie di rilevazioni.

La più importante sarà quella topografica, poiché VERITAS traccerà la superficie con l’intento di ricostruire mappe tridimensionali precise e trovare conferme sull’evoluzione di vulcani e delle tessere venusiane, di cui abbiamo parlato poco sopra. E non è tutto, l’analisi all’infrarosso permetterà di conoscere anche la composizione delle rocce e valutare se tra le sostanze immesse dai vulcani nell’atmosfera ci siano anche tracce di vapore acqueo.

Il progetto sarà gestito direttamente dal JPL della NASA, ma ci sarà anche il contributo dell’Agenzia spaziale italiana per questa missione, che assieme al Centre National d’Etudes Spatiales francese contribuirà alla realizzazione del radar e di altri componenti importanti della missione.



Via: HDBlog

ilportaledelnerd

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