Migliaia di criminali usavano senza saperlo un’app dell’FBI: arresti in tutto il mondo

Migliaia di criminali usavano senza saperlo un’app dell’FBI: arresti in tutto il mondo


L’operazione si chiama “Trojan Shield“, ed è stata condotta dall’FBI, dalla Svezia, dai Paesi Bassi e dell’Australia in sinergia con le autorità di 16 paesi europei e dell’Europol, e dopo 3 anni si è conclusa con più di 800 arresti e 700 perquisizioni domiciliari.

Le prove, inequivocabili, la hanno fornite giorno dopo giorno i criminali. Come? Comunicando tramite AN0M, un’app che garantiva lo scambio di messaggi criptati, che però è sempre stata fin dal principio sotto il controllo dell’FBI. La storia comincia 3 anni fa, con l’arresto di Vincet Ramos, amministratore delegato di una società che forniva dispositivi per comunicare in maniera sicura al crimine organizzato.

Un collaboratore di Ramos, in seguito alla vicenda, si è messo in contatto con l’FBI proponendogli un progetto su cui l’azienda stava lavorando: AN0M, appunto. Di qui in avanti, l’intelligence si è attivata in modo da diffondere l’app all’interno del mondo criminale, in modo da estendere il più possibile l’ampiezza della rete di controllo. Il successo di AN0M è stato facilitato dal fatto che nel frattempo le altre app capaci di garantire un servizio simile sono state sistematicamente colpite, restringendo quindi le opzioni disponibili: è il caso, ad esempio, delle piattaforma EncroChat o di Sky ECC, smantellate rispettivamente nel 2020 e nel 2021.

Secondo quanto dichiarato dall’Europol, già nel 2019 il network di AN0M era cresciuto al punto di inglobare 12.000 dispositivi, con più di 300 organizzazioni criminali coinvolte operanti in oltre 100 Paesi: tra queste, non mancavano rappresentati della criminalità organizzata italiana.

Nel complesso, a livello mondiale l’operazione ha condotto, oltre agli 800 arresti già menzionati, anche al sequestro di 8 tonnellate di cocaina, 22 tonnellate di cannabis e resina di cannabis, 6 tonnellate di precursori di droghe sintetiche, 2 tonnellate tra anfetamine e metamfetamina, 250 armi da fuoco, 55 veicolo di lusso e inoltre 48 milioni di dollari in varie valute, comprese le criptovalute.

Non è sicuramente la prima volta che l’FBI decide di impiegare metodi poco convenzionali per combattere la criminalità organizzata: ad aprile infatti è emerso che l’intelligence è intervenuta hackerando centinaia di PC con un fine benevolo, ovvero proteggerli da un attacco da un attacco malevolo da parte di un gruppo di cyber criminali cinesi che sfruttava la vulnerabilità zero-day di Microsoft Exchange per infiltrarsi nei server locali delle vittime, potendo così accedere al contenuto delle caselle di posta elettronica aziendali.





Via: HDBlog

ilportaledelnerd

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