Smart working post-coronavirus, Amazon propone 3 giorni in ufficio a settimana

Smart working post-coronavirus, Amazon propone 3 giorni in ufficio a settimana


Gli impiegati di Amazon non dovranno tornare in ufficio a tempo pieno una volta risolta la pandemia: con la campagna vaccinale ormai a buon punto, negli Stati Uniti si inizia a ragionare sul post-coronavirus, e le previsioni ufficiali del colosso dell’e-commerce, visionate in anteprima esclusiva dal Seattle Times, spiegano che la dirigenza si aspetta un “ritorno alla cultura aziendale incentrata sull’ufficio entro l’autunno“, con un’affluenza per dipendente intorno ai 3 giorni a settimana. In aggiunta, sarà possibile richiedere di lavorare totalmente da remoto per quattro settimane all’anno.

Amazon ritiene che questa soluzione dovrebbe garantire sia il massimo beneficio ai clienti sia la massima flessibilità ai dipendenti. Una formula che sembra convincere molti colossi tecnologici: Apple ha previsto un piano basato sullo stesso principio all’inizio di questo mese, Google lo stesso a inizio maggio. Da notare che per Apple si tratta già di una decisione esecutiva e ufficiale (anche se non accolta con entusiasmo da tutti), per Amazon si tratta ancora di una proposta in divenire.

La questione delle modalità di lavoro dopo la pandemia è molto delicata, soprattutto nel settore tech: lo smart working “forzato” dai confinamenti a casa ha portato molti lavoratori ad apprezzarne i vantaggi, dall’addio allo spreco di tempo e denaro nel tragitto casa/lavoro, al più tempo da trascorrere con la famiglia o da dedicare a progetti personali, alla possibilità di trasferirsi in aree in cui gli immobili costano meno, o che sono meno affollate. Qualche giorno fa vi raccontavamo che quasi nessuno vuole tornare in ufficio a tempo pieno, e che molti addirittura intendono almeno valutare di licenziarsi se saranno costretti a farlo. In effetti, sono già tanti i dipendenti che hanno dato seguito concreto a questa ipotesi.

Molti dirigenti, tuttavia, rimangono convinti che un minimo di presenza continuativa in ufficio sia indispensabile per mantenere la cosiddetta “cultura aziendale”, da decenni ormai considerata un elemento chiave per il successo di una qualsiasi impresa. Da tutto ciò emerge quindi un quadro piuttosto interessante: da una parte, le aziende disposte a offrire lavoro da remoto a tempo pieno (Facebook e Twitter, per esempio) sono avvantaggiate nella ricerca di nuova forza lavoro; dall’altra, i lavoratori che preferiscono andare in ufficio faranno meno fatica a trovare un posto.



Via: HDBlog

ilportaledelnerd

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