Tutti dovrebbero andare nello spazio! Shatner grato per l’esperienza Blue Origin

Tutti dovrebbero andare nello spazio! Shatner grato per l’esperienza Blue Origin


Nel pomeriggio di ieri Blue Origin ha portato a termine la missione NS-18, che dopo la precedente esperienza del 20 luglio di NS-16, terminata con successo, ha permesso ad altri 4 civili di sperimentare un volo spaziale suborbitale a bordo della capsula RSS, spinta a oltre 100 km di altezza da un razzo New Shepard. E’ questa l’altitudine che per convenzione divide il cielo dallo spazio, un confine invisibile chiamato linea di Karman che permette a chi ci si avvicina o lo supera di sperimentare la microgravità e vedere con i propri occhi la sfericità terrestre (ma c’è chi ancora non ci crede…).

La missione NS-16 scardinò diversi record e nulla fu lasciato al caso, data di partenza compresa, e come vi dissi nel precedente editoriale forse la parte più genuina di tutto l’evento fu la presenza dell’astronauta mancata Wally Funk, che alla veneranda età di 82 anni dimostrò che nulla è impossibile e che non c’è un limite di età per sognare.







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21 Lug


E dopo la missione NS-17 avvenuta a fini scientifici senza civili a bordo, con la successiva missione NS-18 altri quattro civili hanno potuto sperimentare la medesima esperienza dei Fratelli Bezos, di Wally Funk e del giovanissimo Oliver Daemen.

Qualche settimana fa, dopo aver inizialmente condiviso i nomi dei primi due civili, Chris Boshuizen e Glen De Vries, si è immediatamente fatta strada la possibilità che tra i due mancanti potesse esserci anche l’ex attore William Shatner (l’ex Capitano Kirk di Star Trek serie classica), e nell’arco di qualche giorno si è passati dalla fase dubitativa alla conferma. Assieme a lui è arrivato anche il nome dell’ultimo membro, l’unico femminile, ossia l’ex ingegnere NASA Audrey Powers.

Chi ha avuto la possibilità di seguire assieme a noi l’evento, di cui potete rivedere il replay integrale anche dal canale ufficiale di Blue Origin su Youtube, sa che il volo suborbitale si è svolto nel migliore dei modi. Nonostante il rinvio iniziale di 1 giorno a causa del forti venti, e di circa 1 ora sulla tabella di marcia finale, il razzo New Shepard ha percorso la tratta senza problema alcuno completando anche il processo di rientro e atterraggio, ed è ormai chiaro che voli di questo genere entreranno sempre più nella routine.

E questo è forse uno degli aspetti che fa maggiormente riflettere, poiché ciò che un tempo era prerogativa di pochi uomini in perfette condizioni fisiche e nel pieno della loro forza, pensiamo ad esempio agli impeccabili Mercury Seven, ora è accessibile a tutti (a patto di avere qualche soldino da parte…) e lo sarà sempre più sovente.

Lo aveva dimostrato Wally Funk e lo conferma con maggior forza anche William Shatner, la cui partecipazione alla missione NS-18 è forse uno dei lasciti più belli di quest’anno tra le numerose missioni spaziali a cui abbiamo assistito. Per anni Shatner aveva fatto finta di volare nello spazio a bordo dell’Enterprise, in Star Trek, e alla veneranda età di 90 anni è riuscito a trasformare in realtà un sogno. E il suo record sarà davvero difficile da superare, è lui l’uomo più anziano a scavalcare la Linea di Karman! Ecco alcuni secondi dei 3 minuti totali trascorsi in condizione di microgravità, recentemente condivisi da Blue Origin.

Shatner ce l’ha fatta, e sebbene anche noi durante la diretta abbiamo scherzato parecchio sull’età e i rischi connessi a un’esperienza simile, la missione si è conclusa positivamente e l’ex Capitano dell’Enterprise è sceso dalla capsula RSS sulle sue gambe, mostrando peraltro una forma fisica invidiabile.

Un mito assoluto! E mentre c’era chi festeggiava e apriva bottiglie di Champagne, si è subito notata la voglia di condividere le sensazioni a caldo e spiegare la portata dell’esperienza vissuta. E la scena ha preso inizialmente connotati quasi comici, con un Jeff Bezos che era venuto a far gli onori ai 4 viaggiatori, ma che si trova di fronte un William Shatner sopraffatto da quanto ha vissuto e visibilmente voglioso di parlarne. E tra un abbraccio e l’altro, in un’atmosfera di euforia totale, l’ex capitano Kirk ha avuto a disposizione qualche minuto per parlare a favore delle telecamere e ciò che ne è uscito è a dir poco suggestivo… ma prima di approfondirlo è necessario chiarire un concetto.

Forse qualcuno tra voi avrà sentito parlare dell’Overview Effect, traducibile come effetto panoramica o della veduta d’insieme. Se non avete idea di cosa sia, si tratta di un cambiamento di tipo cognitivo nella consapevolezza che è stato sperimentato da numerosi astronauti, tanto da guadagnarsi una propria definizione e diventare argomento di studio tra gli psicologi.

Può essere definito in poche parole come una sorta di cambio di prospettiva mentale in una persona, che spesso subentra alla vista del nostro pianeta nella sua interezza. Ma non è solo la vista della sfera terrestre a scatenare questa nuova consapevolezza, poiché anche il constatare quanto l’atmosfera che ci permette di vivere e respirare sia in realtà sottile e fragile, e che al di fuori di essa l’oscurità prenda il sopravvento rapidamente, sono elementi che concorrono al cambio di prospettiva sopra descritto. Molti tra gli astronauti ad aver sperimentato l’Overview Effect si sentono in qualche modo più responsabili verso il pianeta e la sua salvaguardia e spesso ritengono i confini tra le nazioni qualcosa da superare, a favore di una visione sempre più proiettata verso l’unione planetaria di tutti i popoli. Fino a qualche anno fa solamente pochi privilegiati potevano sperimentare l’Overviw Effect, ma sappiamo bene che il segmento del turismo spaziale sta crescendo molto rapidamente e tutte le missioni di questo 2021 ne sono una prova, dunque tale cambio di consapevolezza un giorno potrà essere meno raro di quanto si pensi.

Ma ritorniamo al nostro William Shatner, le cui sensazioni a caldo possono essere riascoltate all’interno del replay del lancio andando da 2-45-00 in poi e che vi proponiamo a seguire.

Le parole di Shatner suonano come una delle migliori descrizioni dell’Overview Effect e in effetti lui stesso si è detto più e più volte “frastornato” dall’esperienza vissuta. Riferendosi a Jeff Bezos subito dopo l’atterraggio ha affermato:

“Ciò che mi hai dato è l’esperienza più profonda che io possa immaginare. Sono così pieno di emozione per quello che è appena successo … è straordinario”

Alcune tra le prime parole pronunciate trasudano emozioni da pelle d’oca e lo stesso attore sembra quasi in difficoltà nel trovare il modo migliore per esprimerle, come se il linguaggio fosse limitante in situazioni simili.

Spero di non riprendermi mai, di poter mantenere ciò che sento ora. Non voglio perderlo. È molto più grande di me e della vita. […] Tutti nel mondo hanno bisogno di farlo. Tutti nel mondo hanno bisogno di vederlo…è incredibile.”.

Shatner arriva persino a trovare un parallelismo tra la vita legata alla Terra, e la morte che è ben rappresentata dall’oscurità dello spazio profondo, ripetendo più e più volte quanto l’esperienza sia stata incredibile.

Quello che mi piacerebbe fare è comunicare il più possibile il pericolo, nel momento in cui vedi quanto la Terra sia vulnerabile, è così piccola…. […] Quest’aria, che ci tiene in vita, è più sottile della tua pelle. È una scheggia. È incommensurabilmente piccola quando pensi in termini universali”

Un momento emozionale dopo il quale non sono mancati i sorrisi e le pacche sulle spalle, ma che vede nell’esperienza descritta così minuziosamente da Shatner la parte più bella e genuina di tutto l’evento. Ci eravamo emozionati con la storia di Hailey Arceneaux di Inspiration4 e mai ci saremmo aspettati che anche una breve esperienza come quella vissuta da William Shatner potesse risultare così segnante e in grado “ispirare”. Non possiamo che chiudere con un saluto vulcaniano al Capitano dell’Enterprise più amato di sempre (anche se Jean Luc Picard…), accompagnato dal messaggio “Lunga vita e prosperità”. Grazie mille capitano!



Via: HDBlog

ilportaledelnerd

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