Un portafoglio digitale per i cittadini europei: a cosa serve e quando arriva

Un portafoglio digitale per i cittadini europei: a cosa serve e quando arriva


L’Europa è pronta a lanciare un portafoglio digitale (digital wallet per gli anglofili) pensato per rendere più immediato e sicuro l’accesso online ai servizi pubblici e privati. Lo riporta il Financial Times, aggiungendo che le istituzioni europee lo presenteranno a breve – l’annuncio potrebbe arrivare già nella giornata di domani (2 giugno).

SICURO E NON OBBLIGATORIO

Come la controparte reale, il portafoglio digitale servirà a custodire elementi preziosi, in primo luogo le informazioni sugli strumenti di pagamento e le password per accedere alle piattaforme, ma anche documenti importanti come la patente di guida.

Lo strumento sarà valido nei 27 Stati europei, permetterà di identificare in maniera univoca ogni cittadino europeo e in concreto permetterà, ad esempio, di collegarsi ai siti istituzionali per pagare multe e tasse (ma non solo). La gestione del portafoglio digitale è demandata a un’app alla quale si potrà accedere solo dopo aver soddisfatto le richieste del sistema di autenticazione biometrica – tra le varie soluzioni supportate figurano il riconoscimento dell’impronta digitale e la scansione della retina.

Aspetti importanti da chiarire, l’uso del portafoglio digitale non sarà obbligatorio; chi deciderà di farlo beneficerà di uno strumento sicuro e dall’utilizzo flessibile. Questo almeno nelle intenzioni delle istituzioni europee. E ancora: i cittadini potranno scegliere non solo se ma anche quali informazioni condividere con la piattaforma, e l’Europa imporrà alle aziende che utilizzano i dati personali degli utenti di non impiegarli per altre attività commerciali, es. per le campagne di marketing – sfida complicata, intento lodevole.

VERSO L’ID DIGITALE EUROPEO, I VANTAGGI

L’idea di assegnare a ciascun cittadino europeo un’identità digitale univoca e riconosciuta in tutti gli Stati dell’Unione non è nuova: all’inizio dell’anno – ricorda la fonte – il commissario UE al mercato interno, Thierry Breton, ha sottolineato che l’ID digitale europeo avrebbe dato ad ogni cittadino le chiavi del proprio gemello digitale. Il vantaggio di una soluzione valida a livello comunitario è facile da intuire: se adeguatamente diffuso e adottato, il portafoglio digitale europeo potrebbe risolvere alla base la necessità di far coesistere sistemi nazionali di identità digitale che sono incompatibili tra loro o non reciprocamente riconosciuti.

I risvolti pratici di un sistema unificato sono riassunti dall’esempio di un cittadino europeo che intende noleggiare un’auto dopo essere atterrato in un aeroporto di un altro Paese europeo: l’intera procedura potrà essere svolta online tramite l’app che identifica l’utente ed emette una chiave in formato digitale per accedere al veicolo. Si risparmia tempo e si saltano lunghe code.

Semplice, sicuro e in grado di proteggere le persone online. Questa la sintetica ma efficace descrizione che una delle fonti contattate dal Financial Times fornisce per descrivere il nuovo portafoglio digitale. Per i dettagli ufficiali bisogna attendere la presentazione che, come detto, non dovrebbe tardare ad arrivare, mentre per la messa a regime si parla di almeno un anno, ma bisognerà comunque valutare la risposta degli Stati membri e la capacità di adottarlo in tempi ragionevoli. In Italia non sono mancati tentativi di offrire uno strumento tuttofare per accedere ai servizi della pubblica amministrazione – si pensi all’app IO che al momento mette in connessione con 12.000 servizi pubblici – ma il processo di sviluppo è stato lungo e a volte travagliato.



Via: HDBlog

ilportaledelnerd

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