Il sistema Piracy Shield, introdotto da AGCOM per contrastare la pirateria digitale in Italia, è diventato uno dei temi più discussi del 2026. Nato per tutelare i diritti d’autore e proteggere gli eventi sportivi trasmessi in diretta, lo strumento è ora al centro di forti polemiche per presunti blocchi eccessivi e mancanza di trasparenza.Cos’è il Piracy ShieldAttivo dal febbraio 2024, Piracy Shield è una piattaforma centralizzata che consente ai titolari dei diritti di segnalare domini e indirizzi IP utilizzati per lo Streaming illegale. Una volta approvata la segnalazione, i provider italiani devono bloccare l’accesso entro 30 minuti. L’obiettivo dichiarato è quello di fermare la pirateria in tempo reale, soprattutto durante eventi sportivi come la Serie A e la Champions League.Le critiche e i problemi di overblockingNonostante le buone intenzioni, diversi esperti e associazioni per i diritti digitali hanno segnalato gravi criticità. Alcuni blocchi effettuati tramite Piracy Shield avrebbero coinvolto anche siti legittimi, come forum, blog o servizi cloud non collegati alla pirateria. Secondo un’analisi di RIPE Labs, l’uso di filtri automatizzati potrebbe aver causato danni collaterali significativi, compromettendo la libertà di accesso a Internet e la neutralità della rete.La multa a Cloudflare e il caso internazionaleLa situazione è esplosa a livello internazionale quando Cloudflare è stata multata in Italia per oltre 17 milioni di dollari per non aver aderito ai blocchi imposti dal sistema. Il CEO Matthew Prince ha accusato le autorità italiane di voler imporre una censura globale priva di supervisione giudiziaria, sottolineando che il Piracy Shield rappresenta “un pericoloso precedente per la libertà digitale”.Le posizioni di AGCOM e del governoAGCOM difende l’efficacia del Piracy Shield, sostenendo che il sistema ha ridotto drasticamente la pirateria live e che le procedure di segnalazione vengono costantemente migliorate. Il governo italiano, da parte sua, ha ribadito che la lotta alla pirateria è una priorità nazionale per proteggere le industrie creative e sportive, ma ha riconosciuto la necessità di “maggiore trasparenza e controllo umano” nelle decisioni di blocco.Un futuro da ridisegnareLe discussioni sul Piracy Shield hanno acceso il dibattito europeo su come bilanciare la tutela dei diritti d’autore e la libertà di informazione. Secondo alcuni esperti, l’Italia potrebbe diventare un banco di prova per nuove normative europee sul controllo dei contenuti online. Nel frattempo, le pressioni di aziende globali come Cloudflare e le proteste degli utenti italiani potrebbero spingere AGCOM a rivedere le modalità operative della piattaforma.Il caso Piracy Shield resta aperto: un esperimento di cyber-regolamentazione che divide l’opinione pubblica e mette alla prova i confini della democrazia digitale.