Dal 1° gennaio 2026 entra ufficialmente in vigore lo SPID a pagamento, un cambiamento epocale per milioni di cittadini italiani. Dopo anni di utilizzo gratuito garantito dai fondi pubblici, il Sistema Pubblico di Identità Digitale richiederà ora un piccolo contributo annuale per garantire la continuità e la sicurezza del servizio.Cos’è lo SPID e perché diventa a pagamentoLo SPID è l’identità digitale che consente ai cittadini di accedere in modo sicuro ai servizi online della Pubblica Amministrazione e di numerose aziende private. Con un’unica coppia di credenziali si può entrare su piattaforme come INPS, Agenzia delle Entrate, App IO e molte altre, senza dover creare account separati.Ma dal 2026, con la fine dei finanziamenti statali, il servizio non sarà più completamente gratuito. Provider come Poste Italiane, Aruba e InfoCert introdurranno un canone annuale per sostenere i costi di manutenzione, sicurezza e assistenza tecnica.Perché lo SPID a pagamento è inevitabileIl passaggio a SPID a pagamento è dovuto all’aumento dei costi di gestione e alla necessità di mantenere elevati standard di sicurezza informatica. Fino al 2025, il Governo aveva stanziato fondi pubblici per coprire tali spese, ma con la loro fine i provider devono ora rendere il servizio economicamente sostenibile.Secondo quanto annunciato, Poste Italiane — che gestisce circa il 70% degli SPID attivi — richiederà un contributo di 6 euro l’anno dopo il primo anno gratuito. Un costo contenuto, ma che segna una svolta nel modo in cui viene gestita l’identità digitale in Italia.Chi dovrà pagare e chi sarà esenteNon tutti i cittadini dovranno sostenere il costo dello SPID a pagamento. Restano infatti esenti alcune categorie come:Over 75MinorenniResidenti all’esteroInoltre, chi preferisce potrà usare la Carta d’Identità Elettronica (CIE) come alternativa gratuita per accedere ai servizi online. La CIE è ormai compatibile con la maggior parte dei portali pubblici e privati, e può essere utilizzata tramite app e lettori NFC.Alternative gratuite allo SPIDPer chi non vuole pagare, la CIE rappresenta la soluzione più semplice e sicura. È già disponibile per tutti i cittadini italiani e offre un livello di sicurezza paragonabile a quello dello SPID. Inoltre, alcuni provider SPID continuano a offrire versioni gratuite per il primo anno o per determinate categorie professionali.Nel medio periodo, il progetto europeo EU Digital Identity Wallet prevede l’unificazione tra SPID e CIE in un’unica identità digitale europea, più moderna e interoperabile.Cosa cambia per i cittadiniIl passaggio allo SPID a pagamento non è solo una questione economica, ma rappresenta anche una riflessione più ampia sulla sostenibilità dei servizi digitali. L’Italia sta adottando un modello in linea con altri Paesi europei, dove i servizi digitali pubblici vengono in parte finanziati dagli utenti stessi per garantire efficienza e continuità.Nonostante il costo minimo, è importante che il Governo garantisca l’accesso gratuito o agevolato per le fasce più deboli della popolazione, affinché la digitalizzazione non diventi un ostacolo ma resti un diritto di tutti.ConclusioneLo SPID a pagamento segna un nuovo capitolo per l’identità digitale italiana. Anche se può sembrare un passo indietro, è in realtà un’evoluzione verso un sistema più sostenibile e moderno. Per chi cerca alternative, la Carta d’Identità Elettronica resta una scelta valida e gratuita.Scopri di più sul mondo della tecnologia digitale su Il Portale del Nerd.Fonti: FirstOnline, Il Fatto Quotidiano, Assoutenti.