L’adozione di una licenza non open-source ha giovato al progetto Redis? No, almeno non in termini di contributi

18 hours ago 71

Poco più di un anno fa, nel marzo 2024, abbiamo parlato dell’adeguamento del progetto Redis alle altre aziende che avevano scelto di cambiare licenza da open-source a… Qualcosa di sostanzialmente chiuso. La scelta aveva portato la Linux Foundation ad adottare il fork chiamato Valkey e sollevò interrogativi sulle sue conseguenze per il mercato.

La risposta a questi interrogativi arriva, almeno parzialmente, da Monki Gras, un evento dedicato agli sviluppatori svoltosi a Londra la scorsa settimana e raccontato in questo articolo di Dev Class. Qui Madelyn Olson, autrice del fork Valkey, ha fornito alcuni interessanti punti di vista sulla situazione.

Olson, al tempo del cambio di licenza da parte di Redis, lavorava come principal software engineer in AWS ed era una dei cinque core developer del progetto. Era l’unica, insieme ad un altro sviluppatore di Alibaba Cloud, “esterna” e per questo le venne tolto ogni potere al momento del cambio.

Il ruolo della Olson era tutt’altro che marginale nel progetto: fu lei ad esempio ad introdurre il supporto a TLS con un lavoro serrato durato due anni che ha permesso l’inclusione della funzionalità in Redis.

Dal momento del cambio di licenza (e del conseguente allontanamento) alla creazione del fork è passato poco tempo: sostenuta da AWS e dalla Linux Foundation, Valkey è diventato un nuovo riferimento per gli interessati alla versione open-source di Redis puntando a migliorare Redis in modo collaborativo, con un modello di governance trasparente e multi-vendor.

Nell’intervento alla conferenza Olson ha snocciolato alcuni dati che descrivono l’impatto del cambio, un anno dopo: prima del fork, il 54% dei commit proveniva da sviluppatori non dipendenti di Redis Inc, mentre dopo il cambiamento i contributi esterni sono quasi scomparsi.

Stiamo parlando quindi di più della metà dei contributi, non quisquilie, effettuati da 12 contributori diversi ed esterni all’azienda.

Quindi sì, la creazione di Valkey ha lasciato un vuoto. L’impatto economico su Redis Inc è difficile da valutare, ma i numeri parlano chiaro.

Rimane da capire quali saranno le scelte per il futuro. Le aziende che hanno preceduto Redis sono Elastic, MongoDB e Hashicorp, ma ricorderete come lo scorso settembre Elastic ha reso nuovamente open-source ElasticSearch per tutta una serie di ragione che, magari, serviranno ad ispirare un nuovo cambiamento anche in Redis.

Chissà se in questo senso il rientro in Redis del fondatore originale, l’italiano Salvatore Sanfilippo, riuscirà a ricucire il rapporto con la community e magari riportare il progetto nei binari open-source.

Fino alla scelta di Elastic una cosa simile sembrava impossibile. Quindi, perché non sperarci?

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
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