La nuova interfaccia di APT, tool per l’installazione dei pacchetti nelle distribuzioni Debian, promette grandi cose

1 month ago 67

È vero che siamo ormai da tempo in un’epoca fatta di interfacce video, è vedo che la maggioranza dei software moderni si installa mediante la modalità point & click, ma è anche vero che non sempre, specialmente in ambito server, un’interfaccia grafica è disponibile. In questi casi l’utilizzo di tool a linea di comando diventa imprescindibile, e quando si parla di pacchetti in distribuzioni Debian e Debian based come Ubuntu, ecco che il nome è uno ed uno soltanto: APT.

In un recente post pubblicato su Linkedin lo sviluppatore Julian Andres Klode, che si occupa appunto di APT e grub, ha annunciato alcune novità in merito al tool che saranno disponibili in Debian unstable e Ubuntu 24.10, corredando il post anche con accattivanti immagini:

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Sulla destra la “vecchia” o attuale interfaccia, mentre a sinistra la nuova.

Riassumendo le novità:

  • Visualizzazione a colonne, che semplifica la ricerca rapida del nome di un pacchetto.
  • Aggiunta di colori: rosso per le rimozioni e verde per le altre modifiche, che vorrebbero rendere più semplice la distinzione in situazioni con numerose linee.
  • Testi meno dettagliati con più spazio per separare più facilmente le sezioni ed estrarre le informazioni rilevanti.

In un altro post Klode mostra invece le migliorie introdotte per risolvere un annoso problema che prima o poi tocca tutti i sysadmin:

Ever installed too many kernels in your Debian or Ubuntu system, or too many packages and ran out of space? APT 2.9.1 will show you how much space you have available, and warn you if you will exceed that space, taking into account separate /boot partitions too.

Avete mai installato troppi Kernel nei vostri sistemi Debian o Ubuntu, o troppi pacchetti ed adesso non avete più spazio? APT 2.9.1 vi mostrerà quanto spazio avete disponibile avvisandovi al superamento di quello spazio, considerando anche eventuali partizioni /boot separate.

Ed anche in questo caso le immagini a compendio rendono l’idea di quanto verrà introdotto:

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In conclusione, anche se potrebbe sembrare come nel 2024 l’esigenza di un tool a linea di comando per la gestione di pacchetti Linux sia assolutamente superflua, queste migliorie (e quelle che sicuramente verranno) dimostrano l’esatto contrario.

Perché alla fine, il cuore di Linux batte nel terminale.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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