Ecco CrabLang, il fork di Rust nato in seguito alle nuove politiche sui trademark della Rust Foundation

1 year ago 292

Non è passato molto tempo dalla pubblicazione da parte della Rust Foundation della revisione sulle politiche di gestione dei trademark che aveva fatto insorgere la community, specialmente per via di tutte le imposizioni a cui quanti vivono di Rust (utilizzatori, divulgatori ed operatori) avrebbero dovuto sottostare.

Era presumibile quindi una reazione da parte della community, materializzatasi nel progetto Crab, o CrabLang, un fork libero di Rust.

Anzi non di Rust, ma come recita la pagina di presentazione:

A community fork of a language named after a plant fungus. All of the memory-safe features you love, now with 100% less bureaucracy!

Un fork community di un linguaggio chiamato come un fungo delle piante. Tutte le caratteristiche di protezione della memoria che ami, ma con il 100% in meno della burocrazia!

Quindi, a sottolineare quello che è il problema attuale del progetto Rust, ossia le imposizioni della Foundation, il nome originale del linguaggio non viene mai menzionato.

The Crab (or “CrabLang”) community fork was created as a lighthearted yet measured response to the growing concerns within the community about the influence of corporations and the restrictive trademark policy proposed by the foundation. This was not a “knee-jerk” reaction, nor was it an attempt to spread fear or cause panic. While the document the foundation drafted did lead to the fork, we believe it is an overdue solution to a problem that already existed, and addresses some issues that many community members have had for some time.

Il fork community Crab (o “CrabLang”) è stato creato come risposta candida, ma soppesata alle crescenti preoccupazioni all’interno della community circa l’influenza delle società e le politiche restrittive sui trademark proposte dalla fondazione. Non è stata una reazione “istintiva”, né un tentativo di diffondere paura o provocare panico. Sebbene il documento redatto dalla fondazione abbia portato al fork, riteniamo che sia una soluzione ritardataria a un problema che già esisteva e indirizzi alcuni problemi che molti membri della community hanno avuto da qualche tempo.

Quindi molta serenità, ma anche una presa di posizione netta, concepita e consentita dalla natura open-source del linguaggio che al momento pare essere il più utilizzato nel mondo IT, basti pensare che è addirittura ritenuto quello dal minor impatto ecologico (vedi l’articolo “What are the Greenest Programing Languages?“).

Il progetto arriva chiaramente con il suo canale Twitter, oltre che con il repository GitHub che consente a chiunque voglia contribuire di partecipare alla vita del progetto.

Che altro aggiungere? La faccenda rientra certamente nel contesto “a mali estremi, estremi rimedi”, e rimane da capire come (e soprattutto se) la Rust Foundation agirà in merito. Rimane l’amaro in bocca per come, ancora una volta, gli sforzi della community verranno divisi anziché essere direzionati verso un comune obiettivo.

Ma è la croce e la delizia dell’open-source.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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