Recensione POCO F7 Ultra, abbiamo un nuovo flagship killer in città!

1 day ago 48

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Sin dalla sua nascita, POCO ha sempre rappresentato un’alternativa aggressiva nel panorama degli smartphone Android, posizionandosi come marchio in grado di offrire prestazioni elevate a prezzi contenuti. Questa strategia lo ha reso rapidamente popolare tra gli utenti più attenti al rapporto qualità/prezzo, spesso sacrificando come la qualità fotografica o il design sofisticato. Con l'arrivo di POCO F7 Ultra, la strategia del brand prende però una direzione un pochino diversa e mischia le carte in tavola andando a causare qualche grattacapo in più ai top di gamma attuali.

Quello che fino a ieri era percepito come un produttore di medio gamma potenziati, oggi si propone infatti con un prodotto di fascia alta, dotato di specifiche da vero flagship: Snapdragon 8 Elite, display QHD+, fotocamere rinnovate, ricarica rapida a 120W, e un corpo resistente con certificazione IP68. Tutto questo a un prezzo di lancio di 699/749 euro che diventano 599/649 nella fase promozionale, con la possibilità di scendera anche più in basso senza difficoltà (vedi promo da 499€). Un posizionamento che punta chiaramente a sottrarre utenza a marchi come OnePlus, Honor e persino Google. Ma vi racconto tutto in questa recensione.

INDICE

DESIGN, MATERIALI E COSTRUZIONE

Una delle prime cose che colpiscono del POCO F7 Ultra è il distacco stilistico rispetto ai suoi predecessori. Non c’è più traccia dei design vistosi e spesso eccentrici dei modelli passati. F7 Ultra si presenta invece con una scocca più neutra, essenziale, che comunica solidità e sicuramente anche maggiore sobrietà, specie nella colorazione tutta nera. Il telaio è realizzato in alluminio spazzolato, con bordi piatti e smussati agli angoli per migliorare l’ergonomia. Il retro, in vetro satinato, restituisce una sensazione molto piacevole al tatto e, soprattutto, è molto efficace nell'evitare di trattenere le impronte. Proprio per questo motivo io sono un grandissimo fan degli smartphone con finitura opaca e satinata; capirete quindi che non potevo non apprezzare anche questo POCO.

74.95 x 160.26 x 8.39 mm
6.67 pollici - 3200x1440 px

74.95 x 160.26 x 8.12 mm
6.67 pollici - 3200x1440 px

74.95 x 160.86 x 8.21 mm
6.67 pollici - 3200x1440 px

Anche guardando al gruppo delle fotocamere abbiamo una configurazione completamente ridisegnata: troviamo infatti un modulo circolare che sporge leggermente dalla scocca posteriore e che integra i tre sensori principali. Questa placca è circondata da un anello metallico utile per proteggerne i bordi. La scelta di disporre i moduli in maniera simmetrica e ben distanziata favorisce un aspetto ordinato, privo di elementi invasivi o superflui. E soprattutto evita di nutrire il mio astio verso tutto ciò che non è simmetrico.

Il dispositivo è disponibile in due colorazioni: nero e giallo POCO. La prima, come già detto, è decisamente più sobria e rivolta a un pubblico più serioso; la seconda, pur mantenendo una tonalità accesa, risulta meno impattante rispetto al passato. Merito dell finitura opaca e dell'assenza di loghi eccessivamente vistosi. Non che quello nella parte bassa qui non si veda, ma in passato ricordo delle scritte POCO ben più grandi (vedi X3 e X7). E vi dirò, può non piacere ma io apprezzo anche il contrasto tra la cornice nera e la scocca posteriore gialla, soprattutto in questa vesta tutta opaca.

Rispetto ai predecessori la certificazione IP68 è senza ombra di dubbio una delle novità più rilevanti: offre protezione completa da polvere e immersioni in acqua fino a 2,5 metri, che è una profondità maggiore rispetto a molti dei concorrenti, che spesso si fermano a 1,5 metri. Una caratteristica che non lo rende certo un rugged phone ma che, senza dubbio, vi toglie qualche preoccupazione in più quando lo utilizzate in situazioni nelle quali potrebbe bagnarsi. Il vetro frontale, inoltre è realizzato con tecnologia Xiaomi Shield Glass, che dovrebbe garantire un buon livello di resistenza anche a graffi e urti; anche se resta preferibile evitare di testare di persona questa resistenza.

Parlando di ingombri non si tratta poi di uno smartphone compatto, i 6,67 pollici del display lo rendono impegnativo da gestire con una sola mano. Anche il peso di 212 grammi si fa sentire, ma è ben distribuito, ottimamente bilanciato, e non penalizza l’uso prolungato. La costruzione risulta estremamente solida, senza scricchiolii o giochi tra le parti, confermando un salto di qualità tangibile nella progettazione del telaio e nell’assemblaggio.

Da segnalare anche la presenza di un sensore di impronte a ultrasuoni integrato nel display, una soluzione solitamente riservata ai dispositivi premium, che garantisce sblocco rapido e affidabile anche con dita umide o sporche. E non posso non citare anche il motore della vibrazione. A mio parere si tratta di un componente che ha compiuto passi avanti significativi rispetto ai precedenti modelli POCO. Pur non raggiungendo la precisione chirurgica del feedback aptico presente sui modelli di fascia più alta, F7 Ultra restituisce una vibrazione pulita, ben modulata, utile soprattutto durante la digitazione o l'interazione con l’interfaccia.

DISPLAY

POCO ha scelto di dotare F7 Ultra di un display AMOLED da 6,67 pollici con risoluzione QHD+ (3200 x 1440), una caratteristica che lo proietta nel segmento dei dispositivi di fascia alta. A differenza della maggior parte dei modelli concorrenti nella stessa fascia di prezzo, che spesso si fermano al Full HD+, la scelta di adottare una risoluzione superiore consente una maggiore definizione dei dettagli e una resa più nitida, soprattutto nella lettura di caratteri di dimensioni contenute, nella visualizzazione di contenuti ad alta definizione o durante sessioni di gioco.

La frequenza di aggiornamento è di 120Hz un valore che è ormai da considerarsi uno standard per gli smartphone di fascia alta. Si tratta ovviamente di un refresh rate adattivo ma il pannello non è LTPO. Questo significa che la frequenza non scende fino ad 1Hz ma viene automaticamente regolata solo sulle frequenze di 30-60 e 120Hz. A telefono sbloccato a dire il vero, l'alternanza è solo tra 60 e 120; i 30Hz subentrano infatti solo a smartphone bloccato con always on attivo.


La luminanza del pannello stesso è poi uno dei miglioramenti che si notano maggiormente rispetto alle precedenti generazioni. Questo è un pannello che concorre senza troppi problemi con le soluzioni più blasonate sul mercato. POCO dichiara una luminosità massima tipica di 1800 nit, con un picco in HDR di 3200. Riuscire a misurare i 3200 nit è molto complesso ma per la luminosità tipica abbiamo registrato un valore effettivo di oltre 1600 nit. Grazie a questa luminanza il display si comporta egregiamente in tutte le situazioni, anche sotto la luce diretta del sole. Un aspetto fondamentale per un prodotto che comunque si presta ad essere utilizzato spesso e volentieri all'aperto.

Non manca poi il supporto ai formati HDR10+ e Dolby Vision che permette di fruire al meglio dei contenuti multimediali in alta gamma dinamica, sia in locale che in streaming sfruttando le piattaforme che supportano questi standard, come Netflix, YouTube e Prime Video.


Ma non finisce qui perchè da qualche tempo a questa parte i produttori cinesi stanno ponendo particolare attenzione alle tecnologie integrate nei display in termini di salvaguardia della salute degli occhi. Ecco quindi che questo POCO F7 Ultra offre un PWM Dimming a 3840H. Una tecnologia che consente una regolazione più fine della luminosità a bassa intensità, riducendo lo sfarfallio che affatica gli occhi durante l’uso in ambienti bui. A questa si aggiunge la polarizzazione circolare del pannello, che non è una novità assoluta ma che non è da dare per scontata; tanto che F6 Pro non l'aveva.

E infine spendo due parole a proposito del chip VisionBoost D7, un’unità dedicata all’elaborazione visiva in tempo reale. Questo processore secondario si occupa di ottimizzare la riproduzione video e le prestazioni in gaming, intervenendo su contrasto, nitidezza e fluidità. In sostanza parliamo di una tecnologia che permette di migliorare i segnali video di qualità non eccelsa o di incrementare le prestazioni in termini di fps quando parliamo di videogiochi.

Restando in tema multimediale, ma non solo, anche il comparto audio non delude affatto (e c'è il sensore fisico). Troviamo infatti una configurazione di speaker stereo che coinvolge l'altoparlante alla base dello smartphone e la capsula auricolare. Il suono ottenuto offre un ottimo volume e, allo stesso tempo. anche una discreta qualità. Un giudizio che è esteso anche alle chiamate, sia che si tratti di vivavoce che di chiamate in capsula.

SCHEDA TECNICA

  • display: Flow AMOLED 6,67" 2K 3200x1440, 526ppi, refresh rate fino 120Hz, 5.000.000:1, 3.200nit picco, sampling rate fino 480Hz, sampling rate istantaneo fino 2.560Hz, PWM dimming fino 3.840Hz, protezione POCO Shield Glass, chip VisionBoost D7
  • piattaforma mobile: Qualcomm Snapdragon 8 Elite
  • memoria:
    • 12/16GB di RAM LPDDR5X
    • 256/512GB interna UFS 4.1
  • sistema di raffreddamento: LiquidCool Technology 4.0 con 3D Dual-channel IceLoop System
  • WildBoost Optimization 4.0
  • connettività: 5G dual SIM (nano + nano), WiFi 7, Bluetooth 6.0, NFC, IR, GPS doppia frequenza
    • chipset Surge T1S per il miglioramento del segnale: aumento delle prestazioni cellulari fino al 37% nelle frequenze medio-alte e WiFi e Bluetooth fino al 16%
  • sensore impronte digitali: ultrasonico integrato nel display
  • audio: 2 speaker stereo
  • resistenza: IP68
  • OS: Xiaomi HyperOS 2
  • fotocamere:
    • anteriore: 32MP
    • posteriori:
      • 50MP principale Light Fusion 800, 1/1,55", f/1,6, 2um 4-in-1 SUper Pixel, OIS
      • 50MP tele 2,5x, f/2,0, 60mm eq., OIS
      • 32MP ultra grandangolare, f/2,2, FOV 120°
  • batteria: 5.300mAh, ricarica cablata HyperCharge 120W, wireless HyperCharge 50W
  • dimensioni e peso: 160,26x74,95x8,39mm per 212g
  • colori: Black, Yellow

HARDWARE E PRESTAZIONI

Come anticipato all'inizio di questa recensione, con F7 Ultra, POCO propone un cambio di paradigma importante. I suoi prodotti sono sempre stati caratterizzati da ottime prestazioni e da un prezzo interessante, ma qui il salto di livello è netto perchè sotto la scocca non troviamo semplicemente un buon chip, bensì il migliore attualmente disponibile. Parliamo ovviamente di uno Snapdragon 8 Elite. Lo stesso, per intenderci, che abbiamo dentro a tutti i flagship del 2025, da Xiaomi 15 Ultra a OnePlus 13, passando per Galaxy S25 Ultra. POCO non si pone quindi più soltanto come "l'alternativa economica" ma si iscrive prepotentemente al campionato dei grandi.

Di Snapdragon 8 Elite abbiamo parlato in lungo e in largo e qui è accompagnato da 16 GB di RAM e da 512 GB di storage su UFS 4.1 (POCO propone anche una versione 12/256). Una configurazione che si traduce in prestazioni eccellenti in ogni scenario d’uso. L'ho utilizzato per oltre una settimana e una delle cose che ho più apprezzato di questo prodotto è proprio la piacevolezza d'uso che in gran parte è dovuta a queste prestazioni. L'interfaccia è sempre super reattiva e fluida ma, più in generale, si ha sempre la sensazione che in qualsiasi momento e in qualsiasi operazione non manchi mai il supporto dell'hardware. Dalla banale navigazione, al gaming, passando per multitasking e montaggio video per i social, l'impressione è che ci sia sempre del margine per poter gestire questo e molto altro.


E tutto sommato devo dire che è stato fatto un ottimo lavoro anche in termini di gestione delle temperature. Giocando a Genshin Impact o Honkai: Star Rail per diversi minuti consecutivamente, al massimo del dettaglio, la scocca non diventa mai bollente, al massimo si intiepidisce nella parte più alta ma non rende mai il prodotto inutilizzabile. Si tratta di una notizia ottima, testimonianza del fatto che il sistema a camera di vapore e metalli ad alta conduttività funziona alla grande.

Ma questo POCO F7 Ultra si è dimostrato ottimo anche dal punto di vista della connettività. C'è il WiFi 7, ma anche il Bluetooth 6.0, uno standard ancora poco diffuso ma che sarà molto utile in futuro sotto diversi punti di vista. Abbiamo poi ovviamente anche il 5G, l'NFC e, per chiudere, il chip proprietario Surge T1S, progettato per migliorare la stabilità della rete, in particolare nella transizione tra reti Wi-Fi e 5G o in condizioni di segnale debole.

In termini di ricezione, sarà anche per merito di questo Surge T1S, POCO F7 Ultra si è poi dimostrato davvero eccellente. In qualsiasi situazione aggancia rapidamente il segnale e riesce a mantenerlo senza problemi, anche nelle situazioni più complesse. Sarebbe lo smartphone perfetto da questo punto di vista, se non fosse che manca il supporto alla e-SIM, che è ormai una caratteristica da considerare uno standard per tutti i prodotti sopra i 300 euro. Un vero peccato.

FOTOCAMERE

Storicamente, POCO non ha mai puntato particolarmente sull’elemento fotografico. La strategia del brand è sempre stata quella di concentrare il budget su processori, display e batterie, garantendo, per quello che riguarda le fotocamere, il "minimo indispensabile". Con F7 Ultra, però, l’approccio cambia: POCO prova finalmente a competere anche sul piano fotografico con una configurazione tripla più versatile e omogenea nei risultati e un lavoro software molto più maturo. E la differenza più grande sta proprio nel fatto che, rispetto al passato, questa volta i sensori ausiliari sono effettivamente utilizzabili e qualitativamente buoni, non solo presenti per "fare numero".

Fotocamera principale: buona in ogni condizione

Il sensore principale da 50 MP utilizza la stessa tecnologia Light Fusion già vista sul POCO F6 Pro, ma beneficia di algoritmi di elaborazione migliorati e di un affinamento complessivo nel processing, che si riflette nella qualità degli scatti, soprattutto in situazioni di luce difficile.

In condizioni di buona illuminazione, F7 Ultra produce immagini nitide, con colori naturali e gamma dinamica ben bilanciata. La resa cromatica non è eccessivamente satura, come spesso accade nei dispositivi che seguono il gusto orientale, ma piuttosto neutra. Il livello di dettaglio è elevato, anche nelle aree periferiche dell’immagine, segno di un buon controllo delle aberrazioni ottiche e del software di gestione della nitidezza e della maschera di contrasto non troppo invasivo.

In notturna, il sensore principale si comporta sorprendentemente bene: l’elaborazione multi-frame è efficace, il rumore è contenuto e le luci artificiali vengono gestite con precisione, senza eccessivi bagliori o aloni. Il Night Mode automatico si attiva con naturalezza e raramente necessita di intervento manuale. Certo, non siamo ai livelli dei camera-phone più noti, ma la distanza si è accorciata abbastanza.

Teleobiettivo: finalmente uno zoom ottico credibile

La vera novità è rappresentata dal teleobiettivo da 50 MP con zoom ottico 2.5x. Nei precedenti modelli POCO, lo zoom era esclusivamente digitale, o affidato a moduli macro poco utili nella pratica. Con F7 Ultra, invece, lo zoom 2.5x è effettivamente utilizzabile, nitido e ben stabilizzato, con risultati che restano più che validi fino a 5x in modalità ibrida. Il sensore Samsung JN5, pur non essendo l'ultimissimo arrivato, restituisce immagini chiare, con buona resa cromatica e distorsioni minime. Anche in condizioni di scarsa luce, il modulo riesce a mantenere qualità sufficiente, grazie all’OIS e all’elaborazione software migliorata.

La distanza focale del 2.5x si presta bene a ritratti e fotografie architettoniche, riempiendo uno spazio che troppo spesso rimane scoperto nei modelli sotto gli 800 euro. Insomma, quella di POCO è una scelta comunque apprezzata e che porta sicuramente questo comparto fotografico su un livello più allettante del passato.

Ultra-grandangolare: utile ma non sempre all’altezza

Il sensore ultra-wide da 32 MP è il meno entusiasmante del trio. In condizioni di luce ideale, le foto risultano accettabili: buona copertura, colori coerenti con il sensore principale e discreta correzione delle distorsioni ai bordi. Tuttavia, in notturna o con illuminazione mista, il sensore mostra rapidamente i suoi limiti: il rumore digitale aumenta, i dettagli si perdono nelle zone d’ombra e il bilanciamento del bianco tende a virare verso tonalità più fredde. Inoltre, l’assenza dell’autofocus lo rende inadatto a foto ravvicinate o macro, che risultano sfocate o fuori fuoco anche con un minimo di movimento.

Video molto buoni

La qualità video in 4K è ottima: i dettagli sono ben mantenuti, i colori risultano naturali e la stabilizzazione è sorprendentemente efficace anche in movimento. Il passaggio tra i vari sensori durante la registrazione è fluido, anche se non perfettamente omogeneo nella resa cromatica. L’audio catturato è nitido, con buona separazione stereo e una riduzione del rumore ambientale soddisfacente. Anche la messa a fuoco è sufficientemente veloce e precisa, specie in condizioni di buona illuminazione, nelle quali è apprezzabile anche la reattività ai cambiamenti di esposizione. L’interfaccia della fotocamera resta quella classica della MIUI, intuitiva, con modalità Pro, filtri, AI e la possibilità di salvare in RAW per gli utenti avanzati.

SOFTWARE E AUTONOMIA

POCO F7 Ultra arriva sul mercato con HyperOS 2.0.4.0, la nuova versione dell’interfaccia sviluppata da Xiaomi su base Android 15. Si tratta di una delle prime implementazioni stabili del nuovo sistema operativo Google nel 2025, ma allo stesso tempo conferma la volontà di Xiaomi e POCO di continuare con una forte personalizzazione dell’esperienza utente. L’esperienza d’uso è molto simile a quella vista sugli ultimi dispositivi Xiaomi: l’estetica è pulita, moderna e coerente, ma non troppo distante dalle precedenti versioni della MIUI. Insomma, chi proviene da uno smartphone Xiaomi si sentirà subito a casa.

Ritroviamo quindi alcuni aspetti noti del sistema come la gestione delle notifiche con doppio pannello (a sinistra notifiche, a destra quick settings), che non tutti gli utenti apprezzano, e alcune ridondanze nei menu delle impostazioni che possono disorientare. Il livello di personalizzazione è molto elevato, forse uno dei più profondi se guardiamo alle UI ufficiali dei produttori di smartphone; e questo, al contrario della appena citata tendina delle notifiche, è un aspetto sempre apprezzato.

Purtroppo, invece, al primo avvio, il sistema presenta ancora una discreta quantità di applicazioni preinstallate, molte delle quali sono servizi interni Xiaomi o app di terze parti sponsorizzate. La buona notizia è che quasi tutte sono disinstallabili senza complicazioni, e dopo un breve lavoro di pulizia iniziale si ottiene un sistema snello e performante. Resta comunque il fatto che questa pulizia sia compito dell'utente. Avrei preferito di gran lunga avere un sistema pulito da subito e decidere io quali eventuali app installare tra quelle proposte di default. Non si tratta di un problema insormontabile, ma è un elemento che distingue ancora POCO da brand come Google, Motorola o Nothing, che offrono interfacce molto più vicine ad Android stock e senza pubblicità o con molti meno suggerimenti invadenti.

Parlando invece di aggiornamenti POCO ha annunciato che il F7 Ultra riceverà quattro major update di Android e sei anni di patch di sicurezza.


Batteria e ricarica

Guardando all'autonomia, POCO ha dotato F7 Ultra di una batteria da 5300 mAh costruita con tecnologia al silicio, una scelta che consente di mantenere dimensioni compatte pur aumentando la densità energetica rispetto ai predecessori (F6 Pro aveva una 5000 mAh). Non siamo ai livelli di F7 Pro che addirittura integra un modulo da 6000 mAh ma la capacità della batteria in questo smartphone riesce comunque a garantire una autonomia più che buona.

Durante il mio utilizzo non ho mai avuto problemi ad arrivare a sera, anche con un utilizzo intenso. Sono sempre arrivato al momento di andare a dormire con almeno un 20% di carica residua. Un dato molto buono e che lascia pensare, con un utilizzo più blando, di poter affrontare anche due giorni di utilizzo lontano da una presa di corrente.

Anche se, ad onor del vero, la ricarica di questo POCO F7 Ultra resta uno dei punti di forza, e anche se doveste trovarvi in difficoltà vi basterebbero pochi minuti attaccati alla presa per avere diverse ore di autonomia a disposizione. Lo smartphone supporta infatti una ricarica cablata fino a 120W, che permette di caricare da zero lo smartphone in circa 35 minuti. Allo stesso tempo non manca la ricarica wireless fino a 50W.

CONSIDERAZIONI

Ed eccoci al momento di tirare le somme e di dare un giudizio più rapido a proposito di questo POCO F7 Ultra. Parliamo senza dubbio di un prodotto interessante, che offre caratteristiche di livello assoluto in molti dei comparti più importanti di uno smartphone. Dalla piattaforma Snapdragon 8 Elite, al display luminosissimo e super definito, passando per una autonomia di ottimo livello e una ricarica super, fino a delle fotocamere che, finalmente, non deludono.


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Uno smartphone senza difetti? Ovviamente no. La mancanza del supporto e-SIM non può essere messa da parte, così come il pannello non LTPO e un software che ancora insiste con bloatware e notifiche spam. Ma sono tutte "mancanze" che vengono secondo me ben bilanciate da un posizionamento indubbiamente interessante. Il prezzo di listino parla infatti di 699 euro per la versione 12/256 GB e 749 euro per quella 16/512. Fino al 14 aprile è però attivo su mi.com uno coupon sconto di 100 euro e una extra valutazione dell'usato, qualunque esso sia, di 100 euro. In altre parole lo si può acquistare, senza problemi o strane combo di promozioni, ad un prezzo di partenza di 499 euro. Pensando di restituire un F6 Pro, addirittura lo si porta a casa con meno di 350 euro, una cifra molto interessante per lo smartphone di cui vi ho parlato. A questo prezzo vi sfido a non considerarlo il "nuovo flagship killer".

PRO E CONTRO

VOTO: 8,5

VIDEO

(aggiornamento del 01 aprile 2025, ore 18:17)


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