"Abbiamo ricevuto il tuo curriculum" è una truffa: come funziona e come difendersi

1 week ago 39

"Abbiamo ricevuto il tuo curriculum, contattaci su WhatsApp per parlarti di un'opportunità di lavoro"

Questo è il messaggio, apparentemente innocuo, che tantissimi utenti stanno ascoltando rispondendo a chiamate telefoniche anonime. Il tono è professionale, il numero è italiano, e il contenuto fa leva su una speranza concreta: trovare un'occupazione. Ma in realtà si tratta di una truffa sempre più diffusa, costruita per carpire dati sensibili, installare software malevoli e, nei casi peggiori, provare a svuotare i conti bancari delle vittime.

A segnalare il fenomeno sono centinaia di utenti sui social, da Facebook a X, passando per LinkedIn, tutti accomunati da uno schema ricorrente: una chiamata da numero che non si conosce, non presente in rubrica, spesso con un messaggio preregistrato che annuncia la selezione di un curriculum. A volte il destinatario è effettivamente in cerca di lavoro, ma non mancano i casi in cui la vittima non ha inviato alcuna candidatura. Il passaggio successivo è l'invito a proseguire la conversazione su WhatsApp, dove il tono diventa più diretto e informale.

Qui i truffatori si presentano come recruiter di aziende – vere o fittizie – e propongono lavori apparentemente facili e ben retribuiti. In realtà, inviano link a falsi moduli di candidatura, a pagine che rubano credenziali o a file infetti. In altri casi, offrono lavori online che si rivelano essere schemi d'investimento truffaldini. L'obiettivo resta sempre lo stesso: sottrarre dati, soldi e compromettere i dispositivi delle vittime.

COME (PROVARE) A DIFENDERSI

Contro le chiamate indesiderate, molti utenti scelgono di iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO), il servizio gratuito che consente di bloccare le telefonate promozionali. L'iscrizione, che si può effettuare online o chiamando il numero verde 800 957 766, è certamente utile ma presenta dei limiti importanti. Il RPO non garantisce una protezione assoluta: basta concedere di nuovo, anche involontariamente, il consenso al trattamento dei propri dati – ad esempio compilando un modulo online, partecipando a un concorso o firmando un contratto – per vanificarne l'efficacia. In questi casi, il proprio numero torna ad essere accessibile e occorre rinnovare l'iscrizione per ripristinare il blocco.

Il Registro, inoltre, non può impedire che i numeri di telefono finiscano in banche dati vendute o scambiate illegalmente. Molte truffe si alimentano proprio attraverso questi elenchi non ufficiali, completamente fuori controllo. A complicare ulteriormente la situazione ci sono le robocall, chiamate automatizzate realizzate con software capaci di mascherare l'identità del mittente e, in certi casi, di simulare voci umane grazie all'intelligenza artificiale. Anche in presenza di RPO attivo, questi sistemi riescono a eludere i filtri con facilità.

Per questo, è fondamentale affiancare all'RPO altri strumenti di difesa. Sui dispositivi Android è possibile attivare il filtro antispam integrato: nell'app Google Telefono, basta entrare nelle Impostazioni e attivare le opzioni nella sezione "ID chiamate e spam". Su iPhone non esiste una funzione simile ma possiamo, nel menù Telefono delle impostazioni di sistema, attivare l'opzione "Silenzia numeri sconosciuti" che consente di bloccare in automatico tutte le chiamate da contatti non presenti in rubrica, ovviamente con tutti i limiti del caso. Dopo aver ricevuto una chiamata sospetta, sia Android che iOS permettono comunque di bloccare il numero manualmente. In alternativa ci sono anche app di terze parti, tipo TrueCall, sia per iOS che per Android.

SEGNALI DA RICONOSCERE E CONTROMISURE DA ADOTTARE

Anche se la maggior parte degli utenti riesce subito a capire la natura di queste chiamate, individuare per tempo i segnali d'allarme è cruciale per evitare di cadere nella trappola. Una chiamata inaspettata che fa riferimento a un curriculum inviato, soprattutto se non si è attivamente alla ricerca di lavoro, è già un primo indizio. Altri segnali da non sottovalutare sono la pressione a fornire rapidamente dati personali, l'invito a cliccare su link sconosciuti, la richiesta di continuare la conversazione su WhatsApp, l'uso di numeri con prefissi insoliti e le promesse di guadagni facili o immediati.

Per proteggersi è importante adottare alcune precauzioni fondamentali: evitare di rispondere a chiamate sospette e bloccare subito i numeri che destano dubbi; non fornire mai informazioni personali, bancarie o di accesso via telefono a sconosciuti; verificare sempre l'identità dell'interlocutore attraverso i canali ufficiali dell'azienda che si dichiara coinvolta; non cliccare su link né scaricare allegati provenienti da contatti non verificati, anche se si presentano come agenzie di selezione. In caso di tentativo di truffa, è bene segnalarlo alla Polizia Postale o alle associazioni di tutela dei consumatori.

La truffa del curriculum si presenta in modo subdolo, sfrutta le emozioni, la fiducia e la speranza. Per questo richiede attenzione costante, strumenti adeguati e una piena consapevolezza dei rischi digitali. Solo così è possibile evitare di cadere in una rete che, con l'apparenza della normalità, punta dritta ai dati e al denaro delle vittime.


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