Criptovalute e rischio cyber, per la Consob sono sicure solamente 14 su 188. Il report

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Sono i dati sottolineati da Consob nel suo ultimo rapporto sulle “Principali tendenze in tema di investimenti sostenibili e criptoattività”.

Appena 14 piattaforme di scambio di criptovalute su 188 possono essere considerate “molto sicure” da un punto di vista della sicurezza informatica, anche se rispetto al 2022 aumenta la quota di piattaforme che presentano scarse valutazioni di sicurezza cibernetica.

Sono i dati sottolineati da Consob nel suo ultimo rapporto sulle “Principali tendenze in tema di investimenti sostenibili e criptoattività”. Per il report circa 3,8 miliardi di dollari nel mondo sono sottratti da attacchi hacker nel 2022, contro i 3,3 miliardi dell’anno precedente.

Eccessiva volatilità

Il valore di mercato delle monete digitali a settembre 2023 era inferiore di oltre il 50% a quello di fine 2021 e Sono alcuni dati emersi dal secondo rapporto annuale ‘Principali tendenze in tema di investimenti sostenibili e criptoattivita” della Consob.

Per quanto riguarda i possessori di asset digitali, nelle 50 pagine di ricerca si legge che in Italia solo il 2,4% della popolazione ha un portafoglio cripto, con il Paese che si mostra piu’ prudente di Francia (5,9%), Regno Unito (5,5%), Germania (4,2%), Spagna (3%), Polonia (2,8%), Olanda (2,7%) e Portogallo (2,6%).

A settembre 2023 il rendimento annualizzato del bitcoin (che assieme ad ether rappresenta oltre il 60% del valore di mercato delle criptovalute) risulta, dice Consob, “solo lievemente superiore a quelli di altre categorie di asset non digitali”, a fronte di un’assunzione di rischio ben maggiore dovuta all’estrema volatilita’ dei prezzi. Una volatilità, nota Consob, che si ritrova anche nelle criptovalute che non sono state oggetto di transazioni nell’ultimo anno, su valori prossimi al 60% e 70% rispettivamente per bitcoin ed ether.

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