“L’intelligenza artificiale è diventata un fattore trasformativo delle relazioni internazionali. Una componente chiave della geopolitica contemporanea”, ha dichiarato Diego Brasioli, Inviato Speciale per la Cybersicurezza e capo dell’Unità per l’innovazione tecnologica e la sicurezza cibernetica del MAECI, intervenendo alla quarta edizione del “CyberSec205. AI, Crittografia Post-Quantum, Spionaggio e Geopolitica: il nuovo mondo della Cybersecurity”, Conferenza internazionale promossa e organizzata dal giornale Cybersecurity Italia, evento annuale di riferimento in Italia per la sicurezza cibernetica e la resilienza digitale, incentrato sulle sfide e le opportunità del futuro della sicurezza informatica globale, in corso a Roma il 5 e 6 marzo 2025 presso I Saloni di Rappresentanza della Caserma dei Carabinieri “Salvo D’Acquisto”.
Nel suo intervento, dal titolo “Intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche: la nuova frontiera della sicurezza cibernetica”, Brasioli ha spiegato che “la sicurezza cibernetica e gli attuali sistemi digitali potenziati dalla capacità computazionale dei nuovi computer quantistici, pongono nuove sfide al nostro presente e soprattutto futuro. Dal 2022 ad oggi, è stato calcolato che la crescita degli attacchi informatici è stata dal 1200%, mentre i costi di questi attacchi sono arrivati a toccare i 10 trilioni di dollari di valore all’anno. In termini di valore di mercato, il crimine informatico sarebbe il terzo Paese al mondo dopo USA e Cina”.
“Dall’arrivo dell’AI il mondo ha avuto modo di conoscere un tipo di intelligenza superiore, di cui molti hanno timore, come il Premio Nobel Geoffrey Hinton, considerato tra i padri dell’apprendimento automatico e quindi dell’AI, che prefigura la nostra incapacità di gestire questa tecnologia.
Abbiamo quindi visioni ottimistiche e pessimistiche su questa tecnologia, la verità probabilmente è nel mezzo, il suo valore etico sta nel modo in cui la utilizzeremo. La posta in gioco è comunque molto alta e la politica l’ha capito per tempo. La rivoluzione tecnologica attuale avviene in un contesto politico internazionale molto instabile. Viviamo in un ‘multipolarismo disordinato’ e il risultato è l’emergere di uno ‘Stato permanente di instabilità’, la cosiddetta permacrisi. Lo sviluppo dell’AI sta determinando una ridefinizione degli equilibri politici ed economici globali, non sorprende quindi che sia la nuova priorità dell’agenda internazionale, lo abbiamo visto nel recente G7 a guida italiana”, ha proseguito Brasioli.
“L’AI comunque ci consente di creare sistemi informatici più resilienti e affidabili nella lotta al cyber crime, per prevedere il comportamento degli aggressori, fino ad ingannarli. L’AI si sviluppa sempre di più ma necessità sempre più un elevato livello di monitoraggio. Per questo è importante dare un ruolo più forte e centrale al fattore umano.
Su questo tema si sono susseguiti numerosi eventi a livello internazionali, con nuove funzioni assegnate anche ai ministeri e altre istituzioni nazionali, avamposti strategici per la sicurezza nazionale. Abbiamo bisogno di regole e linee guida per governare i processi e contenere i rischi”, ha precisato Brasioli.