Intervento di Emanuele Galtieri, CEO, CY4GATE, a ‘CyberSEC2025 – AI, Crittografia Post-Quantum, Spionaggio e Geopolitica: il nuovo mondo della Cybersecurity’, la 4^ edizione della Conferenza internazionale promossa e organizzata dal nostro giornale, in corso il 5 e il 6 marzo a Roma presso i Saloni di Rappresentanza della Caserma Salvo D’Acquisto.
Cyber capacity building come leva strategica
“In un contesto globale sempre più interconnesso e segnato da minacce cyber in costante evoluzione, il cyber capacity building si configura come una leva strategica non solo per la sicurezza, ma anche per la competitività e la diplomazia internazionale”.
Nel corso del suo intervento a CyberSEC2025, la quarta edizione della kermesse internazionale sulla sicurezza cibernetica promossa dal nostro giornale, Emanuele Galtieri, CEO di CY4GATE, approfondisce il ruolo chiave che la costruzione di capacità cyber gioca nella stabilità geopolitica e nella crescita economica.
“Attraverso progetti internazionali di formazione avanzata, soluzioni di cybersecurity e Decision Intelligence, CY4GATE contribuisce alla crescita della cyber resilience in diversi scenari globali, promuovendo un modello di diplomazia tecnologica capace di favorire la cooperazione tra nazioni e istituzioni” spiega Galtieri alla platea del CyberSEC2025.
“Mi piacerebbe introdurre il tema partendo da un’esperienza concreta. Ci siamo trovati di fronte a posizioni molto discordanti tra clienti europei ed extraeuropei. É accaduto, infatti, che a differenza dei primi questi ultimi esprimessero insoddisfazione, il che evidenzia come il contesto e il tessuto in cui una tecnologia si innesta facciano spesso la differenza” dichiara Galtieri sul palco.
“Per questo iniziative come quella odierna sono estremamente preziose: contribuiscono a creare una maggiore consapevolezza e ci permettono di compiere il passaggio dalla fase iniziale di sperimentazione alla maturità nel campo della cybersecurity. La sicurezza informatica è uno sport di squadra, e proprio per questo dobbiamo assumerci la responsabilità di favorire la nascita di ecosistemi simili nei Paesi che ancora non si sono avvicinati a questo ambito, evitando così il rischio di creare periferie digitali degradate—dei veri e propri cyber ghetto” afferma il CEO.
Italia “centro o periferia” nello scenario globale?
Poi aggiunge: “Dovremmo anche chiederci: l’Italia è considerata un centro o una periferia in questo scenario globale? Creare un sistema solido significa saper condividere conoscenze, sviluppare un nuovo tessuto digitale e trasferire competenze e tecnologie in questi ecosistemi emergenti. È questa la direzione verso cui dobbiamo tendere“.
Cooperazione pubblico-privata per rafforzare la resilienza digitale
Secondo il General Manager, l’Italia dovrebbe agire come sistema Paese per offrire soluzioni realmente integrate. Muoversi in questa direzione significa presentarsi ai partner internazionali con maggiore credibilità, perché la capacity building non può essere demandata esclusivamente alle imprese. È necessaria una stretta collaborazione tra istituzioni e aziende, ma anche una forte spinta sull’innovazione tecnologica. “Senza tecnologia non siamo competitivi, ed è fondamentale investire in questo settore per rafforzare la nostra posizione” chiosa.
Nel proprio intervento il manager evidenzia, inoltre, il ruolo dell’Intelligenza Artificiale come abilitatore strategico, capace di migliorare la protezione delle infrastrutture critiche e rafforzare il soft power italiano in ambito internazionale: “L’IA è un fattore chiave per la cyber capacity building: dal rilevamento delle minacce, al supporto linguistico, fino alla formazione specialistica e personalizzata“.
Proteggere il presente e definire il futuro
“In un mondo in cui il dominio cyber è sempre più un fattore di influenza geopolitica, investire nella costruzione di capabilities cyber significa non solo proteggere il presente, ma anche definire il futuro della sicurezza e della competitività internazionale” afferma Galtieri.
“Dobbiamo chiederci come ci stiamo muovendo e quali semi stiamo piantando per il futuro. Chi oggi possiede tecnologia ha la possibilità di giocare su più tavoli strategici. Il mio invito è quello di dare un contributo concreto e serio per evitare la creazione di periferie digitali degradate e costruire, invece, un cyberspazio più equo e sicuro per tutti”.