Innovazione e Cooperazione. La risposta Europea alle nuove sfide cyber globali. Intervento di Luca Tagliaretti, Executive Director, Eu Cybersecurity Competence Centre (ECCC), a ‘CyberSEC2025 – AI, Crittografia Post-Quantum, Spionaggio e Geopolitica: il nuovo mondo della Cybersecurity’, la 4^ edizione della Conferenza internazionale promossa e organizzata dal nostro giornale, in corso il 5 e il 6 marzo a Roma presso i Saloni di Rappresentanza della Caserma Salvo D’Acquisto.
Cybersecurity: sinergia e cooperazione, la risposta dell’UE alle minacce globali
Durante il suo intervento a CyberSEC2025, Luca Tagliaretti, Executive Director dell’European Cybersecurity Competence Center (ECCC), ha presentato le attività del Centro Europeo per la Competenza sulla Cybersecurity (ECCC), un nuovo organismo dell’Unione Europea, nato nel 2021, ma pienamente operativo dal 2024, per rafforzare la sicurezza informatica a livello continentale.
“La cybersecurity sta vivendo una trasformazione profonda: da semplice attività tecnica a una leva strategica essenziale per la resilienza economica e geopolitica dell’Europa” ha affermato Tagliaretti, soffermandosi in particolare su due fattori che hanno segnato di più l’evoluzione della cybersecurity: tecnologia e politica internazionale.
L’evoluzione della cybersecurity: dal fattore tecnologico alla strategia geopolitica
“L’innovazione tecnologica ha segnato il primo grande cambiamento nel settore- spiega Tagliaretti al pubblico di CyberSEC2025 – ma le attuali trasformazioni geopolitiche danno una chiara idea di come l’Europa stia ridefinendo il proprio ruolo nella cybersicurezza globale”
Il Direttore illustra dunque i tre compiti fondamentali del Centro:
- Supportare le imprese tecnologiche europee, facilitando l’accesso a finanziamenti e innovazione.
- Rafforzare la resilienza delle piccole e medie imprese (PMI) per proteggerle dalle minacce informatiche.
- Aumentare la competitività dell’industria europea nel mercato globale.
Investimenti e progetti chiave per la cybersecurity europea
Il recente Rapporto Draghi ha sottolineato la necessità per le imprese di adottare tecnologie più competitive. “Molte delle raccomandazioni contenute nel rapporto – afferma Tagliaretti – sono già in linea con le attività del Centro, che si concentra su tre aspetti principali”. L’illustrazione del Direttore evidenzia quindi tre attività cruciali in capo al Centro:
- Investimenti in ricerca di base, più che applicata, per sviluppare nuove tecnologie.
- Maggiore condivisione delle informazioni tra aziende e istituzioni per migliorare la sicurezza.
- Orientare gli investimenti strategici, con due principali capitoli di spesa: Horizon e Digital Europe Programme (DEP).
Secondo quanto riportato dal Direttore esecutivo dell’ECCC, dal 2022, sono stati stanziati 480 milioni di euro per l’adeguamento dell’industria europea alla cybersecurity, di cui il 25% destinato alla pubblica amministrazione. “Inoltre, è previsto un programma di lavoro di circa 400 milioni di euro per i prossimi anni, con 160 progetti finanziati e oltre 200 beneficiari” aggiunge Tagliaretti.
Piano 2025-2027: Quantum, AI e il Cyber Shield europeo
Tagliaretti sposta dunque l’attenzione sul triennio 2025-2027, durante il quale il Centro Europeo per la Cybersecurity si concentrerà su tre aree chiave:
- Tecnologie quantistiche: un terzo degli investimenti sarà destinato alla ricerca su soluzioni avanzate per la sicurezza informatica. Sono previsti 2-3 centri di verifica a livello europeo, accessibili alle aziende per testare la solidità e la resilienza dei propri software.
- Intelligenza Artificiale: fondi dedicati allo sviluppo di sistemi di AI per il monitoraggio e la protezione delle infrastrutture digitali.
- Cyber Shield: creazione di hub transnazionali per la sicurezza informatica, che fungeranno da punti di raccolta per proteggere infrastrutture critiche e software privati. L’obiettivo è connettere questi hub ai supercomputer europei, trasformandoli in un elemento chiave per la difesa cibernetica.
Un’attenzione particolare sarà poi dedicata al settore sanitario, con 30 milioni di euro destinati a due progetti pilota che coinvolgeranno almeno quattro Paesi europei, con l’obiettivo di creare modelli replicabili in tutta l’UE.
Dual Use e la collaborazione tra settore civile e militare
“La crescente importanza delle tecnologie dual use (adatte sia all’ambito civile che militare) sarà un tema centrale” dice Tagliaretti. “Dal 2025, il Centro lavorerà insieme agli stakeholder per sviluppare prototipi avanzati, in risposta alla crescente minaccia degli attacchi informatici contro infrastrutture civili, come ospedali e reti energetiche, spesso bersagliate in scenari di conflitto” aggiunge.
Verso una community europea della cybersecurity
“Uno degli obiettivi principali del Centro – chiosa nella sua spiegazione il Direttore – è la creazione di una rete di attori europei attivi nella cybersecurity, attraverso il sistema NCC (National Coordination Centers)“. Questo network mira a registrare e coinvolgere aziende, enti pubblici e operatori del settore per:
- Fornire informazioni al mercato su come l’Europa intende investire nella sicurezza informatica.
- Offrire feedback agli investitori, indirizzando le risorse verso le aree più strategiche.
- Facilitare la creazione di partenariati per lo sviluppo di nuove soluzioni e tecnologie.