CyberSEC2025. Underwater: minacce cyber, sicurezza e nuove dinamiche geopolitiche. Il Panel

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CyberSec2025

La 4^ edizione della Conferenza internazionale promossa e organizzata dal nostro giornale, in corso il 5 e il 6 marzo a Roma presso i Saloni di Rappresentanza della Caserma Salvo D’Acquisto, tra i diversi temi trattati ha toccato quello dell’underwater e delle minacce cyber al dominio subacqueo. Il panel con Daniele Alì, Vice President Cybersecurity, Fincantieri, e  Francesco Viggiani, Head of Security, Sparkle.

Dimensioni sempre più connesse

Cybersecurity e underwater sono dimensioni sempre più interconnesse. Il dominio subacqueo, che include infrastrutture strategiche come i cavi che trasportano i dati lungo le dorsali sottomarine, sta assumendo un ruolo d’importanza cruciale. Operare in questo ambiente, caratterizzato da condizioni fisiche estreme e complesse, richiede necessariamente lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia al fine di garantire la sicurezza e affrontare le nuove sfide emergenti. Di questo si è parlato nel corso del panel “Underwater: minacce cyber, sicurezza e nuove dinamiche geopolitiche” a CyberSEC2025AI, Crittografia Post-Quantum, Spionaggio e Geopolitica: il nuovo mondo della Cybersecurity’.

Daniele Alì (Fincantieri) e Francesco Viggiani (Sparkle) entrando nel merito della questione delle nuove sfide “virtuali” con cui oggi deve confrontarsi il settore delle infrastrutture, parlano dei vantaggi e della vulnerabilità del dominio underwater, dimensione in crescente espansione.

L’ambito subacqueo rappresenta un settore promettente e sempre più pervasivo, con un business stimato in 400 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, di cui 250 miliardi legati all’energia offshore e 15 miliardi al settore oil & gas. Tuttavia, si tratta di un dominio complesso, in quanto le comunicazioni avvengono in acqua salata, un ambiente che presenta sfide uniche e che richiede un’infrastruttura indipendente” spiega Daniele Alì.

Le tre dimensioni del rischio cyber nel dominio subacqueo

Garantire la sicurezza del dominio underwater significa proteggere sia il contenuto informativo che l’integrità dell’immissione dei dati. Secondo il Vicepresidente Cybersecurity di Fincantieri, l’elemento cyber di questo settore si articola in tre livelli principali:

  1. Endogeno – Il dato viene prodotto direttamente in questo dominio e proviene dal sistema cognitivo dell’ambiente marino. Deve essere protetto da interferenze esterne e da informazioni errate o manipolate.
  2. Cross-domain – I dati devono essere trasferiti tra domini differenti, ad esempio dalla rete subacquea alla terraferma o al sistema satellitare.
  3. Inter-domain – I sistemi devono dialogare tra loro. Tuttavia, gli unici mezzi attualmente abilitati a operare sott’acqua perdono efficacia nel lungo periodo, evidenziando la necessità di soluzioni più avanzate.

La vulnerabilità delle infrastrutture sottomarine

Sparkle gestisce una rete di oltre 600.000 km di cavi sottomarini, che rappresentano l’ossatura delle telecomunicazioni globali. Questi cavi, spesso di lunghissima distanza, collegano le coste di Paesi limitrofi e consentono la trasmissione dati su scala planetaria. Tuttavia, la loro integrità può essere compromessa sia da eventi naturali che da cause umane, accidentali o intenzionali, come attacchi cyber e sabotaggi” illustra Francesco Viggiani alla platea di CyberSEC2025.

È essenziale considerare queste infrastrutture come elementi strategici per l’intero sistema globale, specialmente in un contesto geopolitico sempre più instabile. In tempi di pre-guerra o di conflitto attivo, i cavi sottomarini diventano bersagli sensibili” sottolinea il Responsabile della sicurezza dell’azienda di telecomunicazioni.

Inoltre – afferma – non bisogna trascurare il fatto che questi cavi hanno origine sulla terraferma. I punti di atterraggio e le stazioni di trasmissione in fibra ottica rappresentano nodi critici, la cui sicurezza deve essere garantita con misure adeguate“.

Verso una rete subacquea più sicura e intelligente

Sempre Viggiani fa riferimento all’importanza delle partnership, come quella che Sparkle ha attivato in Italia, con la Marina Militare: “Questa partnership consente di monitorare l’intera infrastruttura, ma è fondamentale estendere questa collaborazione anche ad altri attori sovranazionali“.

Cavi sottomarini strategici, ma non intelligenti

Un tema centrale nel dibattito è la necessità di estendere l’efficienza dei cavi per renderli “smart”.

Oggi, i cavi sottomarini sono strategici, ma non intelligenti. Il mondo scientifico sta lavorando per evolverli da semplici conduttori passivi a vere e proprie infrastrutture attive” chiosano i due esperti, citando le finalità predittive che, già ora, i cavi deputati alla trasmissione dati possono utilizzare per monitorare fenomeni ambientali . “Tuttavia, questa maggiore intelligenza e sicurezza comporta inevitabilmente un aumento della superficie di vulnerabilità, rendendo ancora più cruciale lo sviluppo di protocolli di protezione avanzati” conclude Viggiani.

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