Il messaggio, contenente dettagli operativi degli stati Uniti su un possibile attacco militare contro gli Houthi nello Yemen, includeva una mappa militare, orari dell’attacco e indicazioni tattiche riservate. Cosa è successo.
Un errore tanto banale quanto potenzialmente devastante ha portato alla luce una falla nelle comunicazioni della Casa Bianca. Jeffrey Goldberg, direttore del prestigioso magazine The Atlantic, è stato accidentalmente aggiunto a una chat di gruppo su Signal in cui alcuni tra i più alti funzionari dell’amministrazione Trump stavano discutendo in tempo reale i dettagli operativi di un imminente attacco militare contro i ribelli Houthi in Yemen.
Nella conversazione, avvenuta lo scorso 15 marzo, sono stati condivisi elementi altamente riservati: obiettivi precisi da colpire, tipologie di armamenti da utilizzare, tempi e modalità dell’azione. Tra i partecipanti figuravano il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e la direttrice dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard. Il tutto è avvenuto attraverso una piattaforma di messaggistica non ufficiale, sollevando nuove preoccupazioni sull’utilizzo di canali non protetti per discutere questioni di sicurezza nazionale.
Goldberg, accortosi subito della natura della conversazione, ha cancellato i messaggi dalla propria cronologia e ha contattato alcuni dei partecipanti per chiarire l’accaduto. Due ore dopo, l’operazione militare contro le postazioni Houthi è stata lanciata. L’episodio ha immediatamente suscitato reazioni bipartisan al Congresso, dove il senatore Chuck Schumer ha parlato di “una delle violazioni più sorprendenti dell’intelligence militare americana degli ultimi tempi”, chiedendo un’indagine formale.
Il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale, Brian Hughes, ha cercato di minimizzare l’accaduto, assicurando che “non c’è stata alcuna compromissione della sicurezza nazionale” e che sono in corso verifiche per accertare come il numero del giornalista sia finito nel gruppo. Da parte sua, il presidente Trump ha dichiarato di non essere stato informato della violazione e ha liquidato la vicenda come un semplice errore tecnico.
Ma l’incidente riapre il dibattito sull’uso improprio di app di messaggistica non autorizzate all’interno delle istituzioni statunitensi. Negli Stati Uniti, la gestione delle informazioni classificate è disciplinata dall’Espionage Act, che punisce anche la rimozione negligente di documenti o dati riservati dal loro luogo di custodia sicuro.
Preoccupazioni per la sicurezza nazionale
L’invio accidentale ha scatenato una reazione allarmata tra funzionari della difesa e dell’intelligence, preoccupati per il fatto che informazioni classificate su operazioni belliche siano finite nelle mani di un giornalista.
Esperti legali e di sicurezza nazionale hanno sottolineato che se il documento fosse finito in mani ostili, le conseguenze strategiche sarebbero potute essere gravissime, sia per i militari statunitensi coinvolti, sia per le alleanze nella regione mediorientale. Questo episodio mostra quanto sia fragile e improvvisata (in certi casi) la catena di comunicazione anche ai livelli più alti del potere americano. In un’epoca in cui i dispositivi personali sono usati quotidianamente anche per gestire informazioni sensibili, un singolo errore umano può diventare un rischio strategico.