Mancazzo (Guardia di Finanza): “L’AI fondamentale per sventare le truffe online, ma anche incognita”

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CyberSec2025

L’AI è uno strumento utilizzato negli illeciti e rappresenta sia una risorsa, sia un’incognita”, ha detto Antonio Mancazzo, Gen. B., Comandante Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche, Guardia di Finanza, intervenendo alla quarta edizione del CyberSec205. AI, Crittografia Post-Quantum, Spionaggio e Geopolitica: il nuovo mondo della Cybersecurity, Conferenza internazionale promossa e organizzata dal giornale Cybersecurity Italia, evento annuale di riferimento in Italia per la sicurezza cibernetica e la resilienza digitale, incentrato sulle sfide e le opportunità del futuro della sicurezza informatica globale, in corso a Roma il 5 e 6 marzo 2025 presso I Saloni di Rappresentanza della Caserma dei Carabinieri “Salvo D’Acquisto”.

Nel suo speech, dal titolo “L’IA nella cybersecurity”, Mancazzo ha illustrato il lavoro del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, “impegnato nel contrasto di tutti gli illeciti economico-finanziari che avvengono sulla rete”.

Non è un caso che in alcune attività di tipo operativo e giudiziarie il nostro contributo è stato decisivo, sia nell’individuazione dei soggetti criminali, sia nella ricostruzione patrimoniale. In questa fase di radicale innovazione tecnologica anche i criminali sviluppano sempre nuove tecniche illecite”.

L’intervento del Generale si è concentrato “su quelle che sono le sfide che devono affrontare le forze di Polizia. L’AI la ritroviamo nelle truffe, che avvengono con il ricorso di tecniche di deepfake, aumentate del 3000% negli ultimi tre anni. L’obiettivo finale è sempre estorcere denaro, come nel caso delle truffe di tipo romantic.
Un problema serio, che si riscontra nell’elevato numero di truffe, che colpiscono le finanze delle vittime. Tramite criptovalute tali patrimoni spariscono molto rapidamente e difficilmente sono recuperabili. Poi ci sono le truffe sugli investimenti. Tramite l’AI si raggirano gli investitori, attirandoli co esche sempre più sofisticate
”.

In particolare, ha spiegato Mancazzo, “parliamo di rug pull, di una frode che si perpetuata sotto le spoglie di un’attività legittima, che termina quando chi ha proposto ‘l’affare’ fugge con i fondi forniti dai partecipanti. Nel tempo siamo riusciti a smantellare diverse di queste frodi, mettendo a segno interventi risolutivi di rilievo internazionale”.

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