Michael Waltz, Consigliere per la Sicurezza degli USA, sarebbe al centro di un nuovo caso, visto che avrebbe usato Gmail per delle comunicazioni di lavoro. Dopo il Signal-Gate e i tagli al comparto della cybersicurezza nazionale, l’Amministrazione Trump sarebbe di fronte a nuove controversie.
I dubbi di Washington
Michael Waltz, Consigliere per la Sicurezza degli USA (NSC), sarebbe al centro di un vero e proprio caso, visto che avrebbe usato Gmail per delle comunicazioni di lavoro. E non solo lui, ma anche altri uomini che lavorano intorno allo stesso Waltz. Lo ha scritto il Washington Post, spiegando come ci sia stato l’utilizzo dei profili personali per condurre degli “affari governativi“.
Un episodio foriero di perplessità, a pochi giorni dal Signal-Gate (sulle operazioni militari nello Yemen). In quel caso, c’era stata l’errata inclusione di un giornalista in una chat di gruppo sulla pianificazione di alto livello delle operazioni militari nello Yemen. Secondo le indiscrezioni del quotidiano di Jeff Bezos circa l’utilizzo di Gmail, gli scambi sarebbero stati di vario livello.
A destare preoccupazione, in primo luogo, è stata proprio la scelta di una casella di posta elettronica non così sicura. Soprattutto se paragonata, ad esempio, all’applicazione di messaggistica criptata Signal. Questo insieme di lassismo e superficialità ha portato alla luce le falle insite nelle comunicazioni della Casa Bianca.
Il livello degli scambi
Il principale fattore di rischio dell’intera questione è stato proprio che gli scambi avrebbero coinvolto sia Walt che alcuni suoi collaboratori. Uno di loro avrebbe utilizzato Gmail per confrontarsi con colleghi di altre agenzie governative sul valore di determinate posizioni militari sensibili e su alcuni potenti sistemi di armamento. Sistemi che starebbero trovando impiego in conflitti in corso.
Nel momento in cui il funzionario dell’NSC usava il suo account Gmail, i suoi colleghi avrebbero usato dei profili governativi. Il tutto, secondo quanto hanno dimostrato le intestazioni della corrispondenza e-mail. Waltz, invece, avrebbe ricevuto informazioni meno sensibili, per quanto potenzialmente sfruttabili, come la sua agenda e altri documenti di lavoro.
Le fonti anonime, in secondo luogo, hanno anche detto che Waltz a volte copiava e incollava dalla sua agenda a Signal, per coordinare riunioni e discussioni. Come spesso avviene in situazioni simili, si è aperto un confronto anche di carattere politico.
Da una parte, infatti, i Democratici hanno sfruttato ‘l’incidente’ additandolo a prova di incompetenza. Dall’altro lato, alcuni esponenti dell’ala ‘Make America Great Again‘ (MAGA) del Partito Repubblicano hanno accusato Waltz di essere un neo-conservatore allineato a George W. Bush. Questi ultimi hanno fatto circolare un video del 2016 in cui condannava Trump, arrivando a qualificarlo come un “disertore“.
Insomma, al di là degli scenari internazionali, negli USA si moltiplicano i problemi interni, anche d’immagine.