Anche a OPPO Find N5 tocca sottoporsi alle classiche “torture”, o meglio test di robustezza, dello YouTuber Zack Nelson anche noto come JerryRigEverything: e come è facile immaginare considerando il form factor, soprattutto in concomitanza con la sottigliezza estrema, non ne esce proprio benissimo. Diciamo pure che ne esce piegato... Nel modo sbagliato.
Per chiarire, tutto andava piuttosto bene, o quantomeno nella norma, fino a pochi istanti prima del bend test. I graffi avvenivano come al solito: livello 6 e 7 per il display esterno in vetro, livello 2 e 3 per quello interno flessibile rivestito in plastica. Un taglierino era in grado di segnare in modo significativo le varie parti del telaio in metallo (alluminio e titanio), e inevitabilmente anche il rivestimento in ecopelle della back cover.
Il test con la sabbia, che valuta la bontà della cerniera anche se esposta a polvere e detriti solidi fini di vario tipo, era andato anch’esso relativamente bene: la cerniera risultava un po’ “croccante”, ma senza guasti permanenti, ed è facile ipotizzare che come ci è entrata con il tempo la sabbia sarebbe uscita. Poi è arrivato il bend test, e la situazione ha iniziato a prendere una brutta piega (ha!) praticamente subito. Alla prima sollecitazione, ancora da chiuso, si è osservato immediatamente il primo danno sul display interno: una colonna e una mezza riga di pixel si sono “bruciate”.
Un peccato soprattutto perché alla piega da aperto lungo l’asse della cerniera, che si potrebbe identificare come quella più pericolosa, il device ha resistito piuttosto bene, anche se si sono visti evidenti segni di flessione nessun danno ulteriore è stato riportato. La piega da aperto sull'asse ortogonale a quello della cerniera, però, ha completato l’opera e guastato irreversibilmente il display interno, ormai inutilizzabile.
Il conseguente teardown svela diversi dettagli interessanti, come per esempio un pannello supersottile in metallo flessibile dietro al display pieghevole per renderlo più resistente a torsioni e sollecitazioni meccaniche (quantomeno, quello era lo scopo... Non possiamo definire l’obiettivo esattamente centrato, purtroppo), o la porta USB-C che è sostanzialmente sprovvista del solito guscio in metallo per ragioni di sottigliezza.
Dopo una serie di operazioni sui vari componenti interni che ricordano più quelle di un barbaro armato di clava chiodata +3 che quelle di un chirurgo di precisione, si arriva finalmente alla cerniera: secondo “Jerry” è proprio qui il punto debole - la spina in titanio stampato in 3D è semplicemente troppo flessibile, forse sarebbe stato meglio ricorrere all’acciaio, magari incrementando lo spessore.