Qual è il valore dei tagli di Donald Trump alla cybersicurezza nazionale statunitense?

2 days ago 41

TOF2025

I tagli dell’Amministrazione Trump alla cybersicurezza nazionale hanno dato adito a dubbi e perplessità. L’illusione di un Governo federale ‘più snello e flessibile’ potrebbe non dare risposte immediate, né le necessarie cautele, rispetto alle sfide cibernetiche della contemporaneità.

Nuova rotta

Il secondo approdo di Donald Trump alla Casa Bianca si è tradotto in importanti tagli alla spesa pubblica, almeno a proclami, diretti anche alla cybersicurezza nazionale. La crescente conflittualità internazionale e la diversificazione delle minacce, però, hanno creato non pochi dubbi. Sulla portata degli impegni, certo ma anche sulla postura che gli USA assumeranno nel prossimo lustro.

La nomina di Sean Cairncross a direttore nazionale per la sicurezza cibernetica – nonostante quest’ultimo non avesse pregresse esperienze dirette nel settore – è stata solo un capitolo di una storia in divenire. Oltre allo scioglimento del Cyber Safety Review Board, la riorganizzazione del comparto è derivata dalle linee generale. Un modo di operare praticamente sistemico.

Si pensi solo alla mole degli incentivi economici per lasciare il proprio posto di lavoro che hanno ricevuto i dipendenti della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA). Lo aveva rivelato, lo scorso Febbraio, la NPR. Nell’iniziativa, inoltre, sono finiti anche gli addetti alla sicurezza nazionale e alla difesa delle infrastrutture critiche.

La portata del cambiamento

Questo processo ha portato con sé tante diverse sfaccettature, anche oltre il concetto classico di ‘sicurezza informatica’. Le attività non più oggetto di supporto statale sarebbero l’intelligence sulle minacce informatiche, la risposta agli incidenti informatici e il coinvolgimento di funzionari governativi statali e locali.

Tra l’altro, come ha scritto AP, le minori risorse di cui andrebbe a disporre la CISA, hanno costretto la stessa Agenzia ad interrompere un finanziamento annuale di circa 10 mln di dollari. Soldi, destinati alI’organizzazione no-profit Center for Internet Security (CIS).

La conseguenza è stata la sospensione – con annessa revisione dell’incarico di collaborazione ad alcuni esperti – di un lavoro molto importante. Ossia, una ricerca su come le elezioni (americane) possano essere influenzate dall’esterno, ovviamente attraverso l’uso dei media e del WEB.

Possibile più spazio al privato

La Reuters ha aggiunto che da Febbraio sono state più di 130 le posizioni tagliate dalla CISA, riprendendo le parole di un suo portavoce. Il fatto che l’Agenzia che si occupa di difesa delle reti federali civili e coordina la condivisione delle informazioni tra industria privata e Governo stia perdendo molti effettivi ha fatto riflettere.

Non è chiaro quali saranno le scelte dei prossimi mesi. Tuttavia, gli USA stanno riscrivendo la relazione dello Stato con il concetto di sicurezza. Più flessibilità, apparente, potrebbe infatti rendere meno veloce l’individuazione e la risposte alle minacce. Che alcuni funzioni possano essere appaltate al capitale private non è da escludere. Anche in quel caso, però, il rischio delle inefficienze non verrebbe mai meno.

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