TikTok torna ad essere in bilico negli Stati Uniti: stanno infatti per terminare i 75 giorni concessi da Donald Trump con l'ordine esecutivo firmato subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, e con questa scadenza riemergono tutte le problematiche correlate al social inerenti la sicurezza nazionale e i rapporti diretti che ByteDance avrebbe con il governo di Pechino.
Tre senatori democratici hanno chiesto formalmente al Presidente degli Stati Uniti di coinvolgere il Congresso per trovare una soluzione definitiva e a norma di legge: prevale infatti la preoccupazione che il Dipartimento di Giustizia possa intraprendere azioni legali contro le società che collaborano con TikTok, nonostante Trump abbia più volte garantito che ciò non sarebbe avvenuto. Il timore resta, in quanto la prescrizione si estende oltre il mandato di quattro anni e la multa in caso di infrazione può arrivare a 850 miliardi di dollari. Tra i sottoscrittori della lettera c'è anche Ed Markey, senatore democratico autore dell'Extend the TikTok Deadline Act con cui si proponeva di posticipare l'ultimatum di 270 giorni.
"É inaccettabile e impraticabile che la vostra amministrazione continui a ignorare i requisiti di legge, come avete fatto a gennaio estendendo la scadenza per il disinvestimento al 5 aprile", si legge nella lettera. Piuttosto Trump poteva optare per una estensione della scadenza dell'ultimatum di 90 giorni, come previsto dalla legge nel caso in cui sia in corso una compravendita. Ciò non è avvenuto, e il neo-presidente ha scelto la strada dell'ordine esecutivo.
FINORA CI SI FIDATI
Sino a questo momento le società che lavorano con TikTok si son fidate di quanto garantito dalla Casa Bianca, anche se Google ed Apple hanno impiegato più tempo rispetto ad altre realtà a ripristinare i rapporti con la piattaforma cinese: Si dice infatti che prima di riportare l'app sui rispettivi store Tim Cook e Sundar Pichai abbiano voluto ulteriori garanzie che li proteggessero da eventuali azioni legali future (nello specifico, una lettera firmata dal procuratore generale Pam Bondi).
E ADESSO?
Ora per TikTok si aprono diversi scenari:
- ulteriore estensione della scadenza
- rendere TikTok conforme alla legge americana
In questo secondo caso il garante potrebbe essere Oracle: la società fondata da Larry Ellison garantirebbe cioè la protezione dei dati degli utenti dal governo cinese, mentre l'algoritmo rimarrebbe a ByteDance. Tale soluzione è molto simile al precedente (e fallito) progetto Texas. I repubblicani chiedono infatti che tra ByteDance e TikTok non vi siano più contatti, e che anche l'algoritmo passi di mano.
La lettera chiede infine l'approvazione dell'Extend the TikTok Deadline Act ed il coinvolgimento del Congresso. "La strada per salvare TikTok dovrebbe passare per Capitol Hill".