Gemini App: finalmente ricorda il modello AI scelto, un bel passo avanti!

1 week ago 51

Finalmente una piccola, ma significativa, novità per l'app Gemini che rende l'esperienza d'uso un po' più fluida e meno frustrante. Capita spesso di scegliere un modello di AI specifico per una conversazione, magari l'ultima versione sperimentale o quella più rapida per compiti veloci. Fino a poco tempo fa, però, chiudendo l'app e riaprendola, oppure in caso di un riavvio del dispositivo o di una chiusura forzata (evenienza rara, ma pur sempre possibile), la selezione del modello AI tornava automaticamente a quello predefinito.

Ora, con l'ultima versione beta dell'app Google per Android (la 16.11, che dovrebbe arrivare nella versione stabile nel giro di una settimana circa), questa piccola seccatura sembra essere stata risolta. L'applicazione Gemini è ora in grado di ricordare quale modello AI è stato scelto per una nuova chat anche dopo un riavvio completo del telefono o tablet, o persino se l'app Google viene chiusa forzatamente.


Questa miglioria è particolarmente apprezzabile se si utilizza abitualmente Gemini Advanced o la versione sperimentale 2.0 Flash Thinking, disponibile per tutti gli utenti, anche quelli che non hanno sottoscritto un abbonamento. Non dover reimpostare ogni volta il modello desiderato è senza dubbio un bel passo avanti in termini di usabilità e rende l'interazione con l'AI più immediata e piacevole.

Sembra che questa funzionalità sia già attiva anche sulla versione web di Gemini (gemini.google.com), funzionando in modo coerente su diverse schede e dispositivi. Al momento, questa comoda novità non è ancora disponibile sull'app per iPhone, ma è lecito aspettarsi che venga implementata anche su iOS in futuro. Un piccolo cambiamento, certo, ma che dimostra come l'attenzione ai dettagli possa migliorare sensibilmente l'esperienza complessiva nell'utilizzo di strumenti basati sull'intelligenza artificiale.

A proposito di Gemini, lo sapevate che Google ha recentemente presentato il nuovo modello 2.5? Questa nuova generazione di modelli AI introduce un concetto chiave, quello di "modello pensante", progettato per affrontare sfide computazionali sempre più complesse.


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